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Caso Eitan: il bimbo portato dal nonno in Israele

Rapimento Eitan, oggi prima udienza in Israele: in tribunale sia il nonno che la zia paterna

Oggi è il giorno della prima udienza a Tel Aviv in cui i giudici si esprimeranno sul ritorno in Italia o meno del piccolo Eitan, l’unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone. In aula sono attesi il nonno Shmuel Peleg, indagato per sequestro di persona aggravato dalla giovane età del piccolo. Sarà presente anche zia paterna Aya Biran, unica tutore legale di Eitan, che è volata in Israele per riportare in Italia il piccolo.
A cura di Giorgia Venturini
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È attesa per oggi giovedì 23 settembre la prima udienza in Israele in cui si deciderà per il ritorno in Italia o meno del piccolo Eitan, l'unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone. Per la prima volta i giudici si pronunceranno in merito all'istanza presentata dalla zia paterna Aya Biran per la custodia di Eitan. In aula oggi ci sarà anche Shmuel Peleg, il nonno materno del piccolo ora indagato insieme alla moglie per il rapimento del nipote: era l'11 settembre quando il nonno con la scusa di passare qualche ora in compagnia del nipote lo aveva preso da casa degli zii paterni, unici affidatari ad oggi del piccolo, e lo aveva caricato su un aereo in direzione Israele. Oggi davanti al giudice è attesa anche Aya, che ha chiesto una deroga alla normativa prevista da Israele per il contenimento del coronavirus e che impone una quarantena prevista per chi entra dall'estero nel Paese: la zia paterna infatti è arrivata in Israele qualche giorno fa con l'obiettivo di riportare Eitan a casa. Dall'altra parte anche la famiglia materna sta facendo di tutto pur di far rimanere il bambino in Israele tanto che lo hanno già iscritto a una scuola di Tel Aviv: sono "ottimisti" sullo svolgimento del processo e "hanno fiducia nella giustizia israeliana".

I giudici dovranno considerare la Convenzione dell'Aja

A qualche ora prima dell'inizio dell'udienza per Abraham Dviri, avvocato israeliano specializzato in diritto di famiglia, il giudice deciderà per il ritorno in Italia di Eitan. All'agenzia stampa Agi il legale spiega: "La Convenzione dell'Aja sostiene che portare via un bambino dal luogo dove vive
è rapimento e il minore deve tornare lì. Non permette di farsi giustizia da soli e richiede che il bambino torni dove vive e lì un giudice e' chiamato a decidere". E ancora: "Pertanto, io ritengo che Eitan verra' rimandato in Italia e sarà un giudice italiano, con un processo in Italia, a decidere sull'affidamento". Toccherà oggi ai giudice decidere.

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