Ragazzo di 15 anni folgorato a Lodi, la mamma: “Non è morto per una sfida social”
"Mio figlio non è morto per una sfida social". A parlare è la mamma del quindicenne rimasto folgorato su un traliccio dell'alta tensione venerdì scorso 25 settembre a Bottedo, tra Lodi e Lodi Vecchio. Ha smentito alcune delle ricostruzioni che sono state fatte a seguito della scomparsa dell'adolescente, come quella appunto che si sia arrampicato sulla struttura metallica per partecipare ad una sfida lanciata sui social network.
In un'intervista al Corriere della Sera la donna ha detto che sulla morte di suo figlio è stato fatto "tanto sciacallaggio". E, parlando di lui, ha aggiunto che "era un ragazzo appassionato, amava la vita". Le indagini degli inquirenti per ricostruire la dinamica dell'accaduto sono in corso e non si esclude alcuna pista. Ancora da chiarire cosa lo abbia spinto a salire sul traliccio. La salma del giovane è nell'Istituto di Medicina legale di Pavia a disposizione dell'Autorità giudiziaria.
Ritrovato il telefonino del 15enne
Oltre a smentire il fatto che il quindicenne sia morto per una sfida social sua madre ha anche smentito il fatto che il suo telefonino non sia stato ancora ritrovato. Ha invece detto che gli inventigatori lo hanno individuato, dentro c'è un selfie scattato a circa 20 metri. Sarebbe stato proprio lo smartphone, spiega la donna, a permettere il riconoscimento dopo la sua morte.
Il 15enne si è arrampicato su un traliccio dell'alta tensione
Secondo quanto ricostruito finora al momento dei fatti il quindicenne si è arrampicato su un traliccio a 132 Kvolt di Terna. Il suo cadavere è stato trovato intorno alle ore 20 di sabato 26 settembre da alcuni tecnici inviati per fare delle verifiche a seguito di un'anomalia. Il corpo del giovane era attaccato a una delle mensole più basse. Sua madre non vedendolo rientrare a casa ne aveva denunciato la scomparsa. Il corpo è stato recuperato solo dopo molte ore.