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Quando finirà il caldo record di ottobre 2023 a Milano: la climatologa del Cnr spiega i motivi a Fanpage.it

A San Siro è stato battuto il record della giornata di ottobre più calda di sempre con la temperatura che è schizzata a 30,9 gradi. “Non era mai accaduto che un’ondata di calore a ottobre si prolungasse per quasi un mese”, dice a Fanpage.it Marina Baldi, climatologa del Cnr, che spiega quando finirà il caldo anomalo e arriverà l’autunno.
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Intervista a Dott.ssa Marina Baldi
Climatologa del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr)
A cura di Fabio Pellaco
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Domenica 8 è stata per Milano la giornata di ottobre più calda di sempre. Il record storico è stato registrato dalla stazione di piazzale Zavattari, nel quartiere di San Siro: 30,9 gradi centigradi. Queste temperature anomale sono sempre più frequenti negli ultimi anni, ma l'ondata di calore che sta attraversando la Lombardia e tutta l'Italia sta avendo una durata eccezionale. La dott.ssa Marina Baldi, climatologa del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) spiega a Fanpage.it quali sono i motivi di questi fenomeni atmosferici estremi e quando avrà fine questo caldo anomalo.

Dottoressa, cosa sta succedendo?

"Quelle che stiamo vedendo in queste settimana sono delle temperature assolutamente anomale per il mese di ottobre, perché di ottobre caldi ne abbiamo avuti già in passato, come nel 2011 e nel 2018, ma temperature così elevate no. Abbiamo superato i 30 gradi in diverse località negli ultimi giorni, una situazione abbastanza diversa rispetto ai dati storici registrati negli ultimi cento anni. Al caldo anomalo si sono anche aggiunte piogge veramente scarse o in alcuni casi completamente assenti. Per esempio in Emilia-Romagna, abbiamo visto quello che è successo a maggio, mentre nei mesi di settembre e ottobre sono caduti in totale una ventina di millimetri: praticamente nulla. Non è la prima volta che assistiamo a ondate di calore a ottobre, ma non era mai accaduto che si prolungassero per quasi un mese".

Come possiamo spiegare questo caldo anomalo?

"Si è creata questa area di alta pressione sotto la quale ci troviamo, mentre la bassa pressione staziona molto più a Nord, quindi tutte le perturbazioni tendono a passare ben al di sopra del centro Europa. È un'alta pressione che non permette alle perturbazioni provenienti dall'oceano Atlantico di entrare sul mar Mediterraneo e di portare da noi precipitazioni e temperature più basse. La vera anomalia è la durata: l'alta pressione persiste da qualche settimana, se non da qualche mese, perché questa situazione è rimasta pressoché immutata dall'estate.

Non c'è dubbio che con il cambiamento climatico questi eventi estremi, come le ondate di calore o i lunghi periodi di siccità, siano accentuati. Per sapere se questo singolo episodio, che non coinvolge solo l'Italia, ma anche tutta l'Europa centrale, sia direttamente legato al cambiamento climatico dovremo però attendere qualche mese quando andremo ad analizzare tutto l'anno nel complesso".

Marina Baldi, climatologa del Cnr
Marina Baldi, climatologa del Cnr

Le stagioni si stanno spostando?

"In parte c'è uno spostamento delle stagioni. Questa tendenza si sta vedendo soprattutto per le stagioni estiva e autunnale che si stanno allungando, con il conseguente accorciamento della stagione invernale che risulta essere molto più breve. Questo ha una ripercussione su diversi settori, come quello agricolo perché le piante non vanno in dormienza mancando un periodo sufficiente di freddo. L'estate del 2023 si sta prolungando di quasi un mese".

Quando finirà il caldo e cosa dobbiamo aspettarci per l'inverno?

"Questa settimana permarrà un'anomalia di alta pressione molto robusta su tutto il Mediterraneo, mentre sembra intravedersi un cambiamento a partire dal 15 ottobre quando dovrebbero arrivare correnti più umide e fresche provenienti dall'Atlantico. Tra la fine del mese e l'inizio di novembre dovremmo riuscire a rivedere precipitazioni e temperature più basse con l'arrivo di un flusso sempre più intenso di masse d'aria di origine atlantica.

Per una previsione stagionale è un po' presto, perché parliamo di previsioni di tipo probabilistico, dove la probabilità che si verifichino specifici condizioni atmosferiche è veramente molto bassa. Comunque è probabile che si ripeta un inverno analogo agli scorsi anni: mite e con precipitazioni non molto abbondanti. Avere temperature sotto zero durante l'inverno è ormai veramente difficile, a meno che non ci si trovi ad alta quota sulle Alpi o sugli Appennini. Le nottate di gelo che vedevamo 30 anni fa non esistono quasi più o sono molto rare e, quando si verificano, purtroppo provocano danni.

Cosa dobbiamo aspettarci per il prossimo futuro? Questi cambiamenti sono ormai irreversibili o possiamo ancora fare qualcosa per evitarli?

"Sono quasi irreversibili, ma possiamo lavorare per rallentarli. Questo va fatto soprattutto mitigando, quindi agendo sulle cause, riducendo le emissioni di gas ad effetto serra. Si può fare passando dai combustibili fossili all'energia rinnovabile e poi facendo molta attenzione all'uso delle risorse naturali. Non possiamo tornare indietro, però possiamo rallentare il processo e cercare di vivere in un pianeta che sia meno ostile di quello che altrimenti potremmo avere".

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