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Protestano fuori da un deposito per condizioni di lavoro migliori: scontri con Polizia e sicurezza privata

Il sindacato Sì Cobas sta protestando fuori dal deposito della Coop di Pieve Emanuele (Milano), gestito dalla società CLO. Nella mattinata di oggi ci sono stati scontri tra gli addetti alla sicurezza dell’azienda e alcuni lavoratori della società Clo che fanno parte del sindacato. In totale ci sono sei feriti.
A cura di Ilaria Quattrone
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Da cinque giorni il sindacato Sì Cobas sta protestando fuori dal deposito della Coop di Pieve Emanuele (Milano), gestito dalla società CLO, per chiedere l'adeguamento dei livelli, i ticket ristorante e maggiore rispetto da parte di soci e responsabili. L'organizzazione ha denunciato che nella mattinata di oggi, lunedì 8 maggio, ci sono stati scontri tra gli addetti alla sicurezza dell'azienda, che avrebbero utilizzato anche lo spray al peperoncino, e alcuni soci della cooperativa e non della Coop che fanno parte del sindacato.

"La società ha inviato autisti e qualche bodyguard per sgomberare il picchetto, ma la risposta dei lavoratori con Sì Cobas è stata ferma e decisiva. Ha respinto tutto al mittente e nessun mezzo è riuscito a passare. Lo sciopero continua".

Dopo alcune ore, raccontano sempre da Sì Cobas, sarebbero arrivate tre camionette della polizia, tre dei carabinieri e alcuni agenti della Digos per sgomberare l'area. Gli agenti si sono mostrati in tenuta anti-sommossa e, come evidenziato da alcuni video, hanno utilizzato i manganelli contro alcuni dipendenti.

Si sono registrati ben sei feriti: nessuno di loro è in gravi condizioni. Dal sindacato hanno fatto sapere inoltre che, nonostante quanto accaduto oggi, "si resiste ancora e non si arretra un millimetro".

I motivi dello sciopero

Lo sciopero è stato indetto per il mancato adeguamento dei livelli dei carrellisti e dei picheristi, per chiedere il ticket restaurant giornaliero per tutti i lavoratori dopo quattro ore di lavoro e per il rispetto dei lavoratori da parte dei responsabili e dei soci:

"Per cui d’ora in avanti e senza alcuna ulteriore comunicazione i lavoratori d’accordo con la nostra organizzazione sindacale metteranno in campo iniziative che riterranno più opportune incluso lo sciopero – per ottenere il rispetto dei loro diritti, innanzitutto in materia di libertà sindacale, riconoscimenti contrattuali e rispetto della dignità. Vi diffidiamo dall’intraprendere qualunque ulteriore azione di discriminazione contro i lavoratori che aderiranno e parteciperanno a tali iniziative sindacali di protesta, siano essi iscritti o non iscritti alla nostra organizzazione".

Le parole dell'azienda

"La protesta in corso non ha la forma di un normale sciopero, ma quella di un vero e proprio blocco coatto dell’attività produttiva dell’intero magazzino, che non può proseguire la sua normale attività lavorativa in quanto le entrate e le uscite ai camion merci sono bloccate dagli “scioperanti” con la forza", scrive la società Clo in una nota stampa.

"Ci sentiamo di condannare tale forma di protesta, perché è violenta e si pone fuori dalla legalità, e perché è la maniera con cui alcune persone – molte delle quali non facenti parte della Cooperativa – impediscono il diritto al lavoro di altri lavoratori che invece non aderiscono a quelle sigle sindacali, e che hanno deciso di non aderire allo sciopero. Queste persone – lo ripetiamo –
agendo con violenza e fuori dalla legalità, non solo creano un danno economico ingente alla Cooperativa, ma mettono così a rischio il lavoro di tutte le socie e i soci di CLO, anche di coloro che lavorano in altri siti".

"In merito agli scontri, vogliamo dichiarare che nessuna aggressione (tantomeno con l’uso di spray al peperoncino) è stata messa in atto da parte nostra; è invece acclarato anche dalle Forze dell’Ordine, intervenute dopo alcune ore a ristabilire l’ordine pubblico, che da parte dei presunti manifestanti, dietro le bandiere della Fit Cisl (sic… ) e dei Sicobas, si è operato un blocco illegittimo e un’aggressione ai soci della cooperativa che oltrepassa il diritto di sciopero così come tutelato dalla Legge".

"Più precisamente, dopo aver bloccato i cancelli dell’azienda da venerdì mattina alle 6:00, con l’approvazione dei funzionari della Cisl e dei Sicobas, visto il momento di forte tensione, le pesanti minacce subite dai lavoratori di CLO che volevano recarsi pacificamente al lavoro e le conseguenti aggressioni che si sono trasformate in tafferugli, sono dovute intervenire con i reparti mobili le Forze dell’Ordine in tenuta antisommossa per liberare le uscite e consentire la partenza degli automezzi “sequestrati” da venerdì mattina da parte dei sedicenti scioperanti".

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