È stata aperta un'indagine su quanto avvenuto sabato sera a Gallarate, in provincia di Varese, dove un gruppo di giovanissimi è sceso in piazza dopo l'avvio del coprifuoco, previsto dalle 23 alle 5 di mattina in tutta la Lombardia. I ragazzi hanno intonato cori contro la chiusura dei locali, urlato insulti alla polizia e in molti hanno ripreso la scena con gli smartphone. La rabbia per le misure anti movida imposte per limitare il contagio da Coronavirus ha visto protagonisti una trentina di ragazzini.

Urla e insulti alla polizia: a Gallarate la protesta di giovanissimi

Furibondo il sindaco di Gallarate, Andrea Cassani: "Siamo in tanti a non condividere le misure che ledono la libertà personale" ma "organizzare pagliacciate vergognose non è evidentemente la cosa più intelligente che si possa fare per far valere i propri diritti – ha scritto il primo cittadino su Facebook -. Tuttavia quello che fa indignare maggiormente, oltre alla strafottenza e all’ignoranza di questi baby-manifestanti, è che questi protestavano non con uno scopo preciso ma solo per far casino! Tra loro non ho visto imprenditori preoccupati perché rischiano di non rialzare più le serrande, non ho nemmeno visto operai che rischiano di finire disoccupati".

La polizia indaga: acquisite immagini di telecamera sorveglianza

La polizia sta indagando per identificare i protagonisti dell'episodio, alcune decine di ragazzi tra i 17 e i 20 anni secondo la prima ricostruzione. Gli agenti hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che potrebbero portare all'identificazione e alle prime denunce per la violazione del divieto di assembramento. I ragazzini, alcuni anche minorenni stando ai video pubblicati in rete, hanno invaso la piazza centrale di Gallarate, quasi tutti senza mascherina.