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Propongono visite private ai pazienti prenotati con il Cup e incassano senza fattura: neurologo e tecnico a processo

Un medico neurologo e un tecnico di neurofisiologia sono stati rinviati a giudizio a Busto Arsizio (Varese) per peculato, truffa aggravata e false attestazioni o certificazioni. Per anni avrebbero indotto centinaia di pazienti a fare visite private incassando contanti senza rilasciare fatture.
A cura di Enrico Spaccini
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Foto di repertorio
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Il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Busto Arsizio (in provincia di Varese) ha disposto il rinvio a giudizio per un medico neurologo e un tecnico di neurofisiologia accusati di peculato, truffa aggravata e false attestazioni o certificazioni. Stando a quanto ricostruito dalle indagini della guardia di finanza, per oltre due anni, mentre erano in servizio nell'Azienda socio sanitaria territoriale Valle Olona, in numerosi casi due avrebbero contattato i pazienti che si erano prenotati tramite il Centro unico prenotazioni (Cup) e li avrebbero indotti a eseguire le visite in forma privata incassando denaro contante e senza rilasciare fattura. In quella che ha definito una "bruttissima vicenda", l'Asst Valle Olona si è costituita parte civile.

I fatti contestati al neurologo e al tecnico risalgono al 2022 e si sarebbero protratti per diversi anni. Stando a quanto ricostruito dai militari di Busto Arsizio, i due avrebbero contattato i pazienti, che si erano regolarmente prenotati tramite il Centro unico prenotazioni (Cup), comunicando loro un'indisponibilità del medico neurologo nella data e nell'orario stabiliti per la visita in regime di libera professione intramoenia. A quel punto, proponevano di posticipare l'appuntamento e di eseguire la visita in forma privata negli ospedali della provincia o direttamente al domicilio del paziente, facendosi pagare poi in contanti e senza rilasciare la fattura.

Nel corso delle perquisizioni, i finanzieri hanno sequestrato le agende e gli smartphone dei due indagati e hanno accertato che in oltre due anni avrebbero eseguito in questo modo centinaia di visite. Uno dei due, inoltre, in diverse occasioni avrebbe attestato falsamente la propria presenza in servizio pur non essendo effettivamente sul luogo di lavoro, lasciando il proprio badge all'altro perché lo timbrasse al posto suo. Concluse le indagini, il gup del Tribunale di Busto Arsizio ha disposto per i due il rinvio a giudizio per peculato, truffa aggravata e false attestazioni o certificazioni.

L'Asst Valle Olona si è dichiarata estranea alla vicenda nata da "condotte personali", con l'azienda che sarebbe parte lesa e "subito costitutiva parte civile". I vertici hanno spiegato che il tecnico di neurofisiologia indagato "ha rassegnato le proprie dimissioni nel corso del 2024" e che nel frattempo "l’azienda ha incassato gli importi relativi al reato di peculato".

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