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Omicidio di Giulia Tramontano

Processo Impagnatiello, oggi la nuova udienza: così ha avvelenato Giulia Tramontano e Thiago per mesi

Prosegue davanti alla Corte d’Assise di Milano il processo contro Alessandro Impagnatiello, barman 30enne che lo scorso 27 maggio ha ucciso a coltellate la compagna incinta Giulia Tramontano nella loro casa di Senago. Dal dicembre 2022 ha tentato di avvelenarla con topicida e altre sostanze chimiche.
A cura di Francesca Del Boca
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Continua il processo che vede imputato Alessandro Impagnatiello, il barman 30enne che lo scorso 27 maggio ha ucciso con 37 coltellate la compagna Giulia Tramontano, incinta di 7 mesi del loro figlio Thiago. Al centro del dibattimento, oggi, i continui tentativi di avvelenamento della fidanzata e del feto che portava in grembo: un'opera che, stando a quanto emerso dalle indagini, il giovane di Senago (Milano) avrebbe portato avanti per mesi, da quando la donna gli avrebbe rivelato di aspettare un bambino nel dicembre del 2022 al tragico epilogo di un anno fa.

Accusa che, se dimostrata, confermerebbe l'aggravante della premeditazione contestata dalla Procura. E che, insieme a quelle per crudeltà, futili motivi, rapporto di convivenza, interruzione di gravidanza non consensuale e occultamento di cadavere, rischia di costare una inevitabile condanna all'ergastolo per il barman.

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Il topicida e i tentativi di avvelenamento

Durante le indagini sono emersi infatti i numerosi tentativi che Alessandro Impagnatiello, nei mesi precedenti all'omicidio, avrebbe fatto per avvelenare la compagna incinta. A incastrarlo definitivamente, le buste di topicida ritrovate nello zainetto di lavoro e le ingenti quantità di bromadiolone rinvenute nel sangue di Giulia durante l'autopsia.

E numerose ricerche sul web effettuate dal cellulare di Impagnatiello, che nel frattempo portava avanti una relazione segreta con una collega dell'Armani Cafè: "Come avvelenare una donna incinta", "effetti del veleno per topi sull'uomo", "quanto veleno necessario per uccidere una persona", "veleno per topi caldo". Così come l'acquisto via Internet, dietro il nome falso di Andrea Valdi, di ammoniaca e cloroformio.

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Impagnatiello ha acquistato il cloroformio mentre aspettava Giulia in aeroporto

Acquisti online che il barman avrebbe effettuato anche mentre attendeva la fidanzata all'aeroporto, di ritorno da casa. "Impagnatiello ha comprato il cloroformio per avvelenare Giulia e il piccolo Thiago proprio mentre si trovava all'aeroporto di Malpensa ad aspettare la compagna. Era stata a Napoli a trovare i genitori, e aveva ricevuto il dono da loro il corredino per il loro bambino", erano state le parole dell'avvocato Giovanni Cacciapuoti, che rappresenta la famiglia Tramontano.

La stessa Giulia, del resto, lamentava spesso in famiglia di provare forti mal di pancia e frequenti nausee. "L'acqua di casa ha un sapore strano", uno dei tanti messaggi inviati alla madre. "Ho sempre un gran bruciore di stomaco", si confidava la giovane donna. "Mi sento come drogata". "Viveva con la borsa dell'acqua calda addosso, era strano", la testimonianza invece della sorella Chiara. Ma Giulia, in quei momenti, veniva avvelenata di nascosto dal compagno, padre del figlio che stava aspettando.

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