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Precario per 18 anni, prof di religione vince causa per abuso di contratti a termine: il ministero dovrà risarcirlo

Assunto dopo 18 anni di precariato, un docente di religione ha fatto causa al ministero dell’Istruzione e ha vinto. Per il Tribunale di Brescia, il professore dovrà essere risarcito.
A cura di Enrico Spaccini
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Immagine di repertorio
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Un docente di religione cattolica dovrà essere risarcito dal ministero dell'Istruzione e del Merito con 18 mensilità di stipendio perché per troppo tempo ha insegnato con contratti di lavoro a tempo determinato. Lo ha deciso il Tribunale di Brescia, che per la prima volta ha applicato il Lombardia la sentenza 30779  della Suprema Corte di Cassazione del 23 novembre 2025. "Il tempo trascorso e l'elevato numero di contratti a tempo determinato sono da ritenersi abusivi", ha scritto il giudice del lavoro nella sentenza, "in quanto oltre il limite triennale indicato dalla giurisprudenza come ragionevole durata massima dell'impiego a termine senza concorsi per la stabilizzazione".

Secondo quanto ricostruito, dunque, il docente sarebbe stato sottoposto a contratti di lavoro a tempo determinato da parte del ministero dell'Istruzione e del Merito per 18 anni, ben più dei tre indicati dalla giurisprudenza. La sentenza del 23 novembre 2025 della Corte di Cassazione, infatti, ha indicato "il superamento dei 36 mesi di durata continuativa o discontinua" come "fonte di responsabilità per la pubblica amministrazione". In quel caso, i giudici avevano rigettato il ricorso del ministero, condannandolo a risarcire un docente di religione per 12 mensilità.

Basandosi su quella sentenza, il Tribunale di Brescia ha riconosciuto un risarcimento di 18 mensilità a un professore di religione cattolica, ritenendo "abusivo" il numero elevato di contratti a tempo determinato a cui è stato sottoposto. La vertenza è stata patrocinata dall'avvocato Gianluca Trombadore, su incarico della Cisl Scuola. "Non si può essere precari a vita e lavorare attendendo ogni anno il rinnovo del contratto", ha dichiarato Luisa Treccani, segretaria generale della Cisl Scuola Lombardia: "Questa sentenza può diventare un punto di riferimento. Il nostro impegno continuerà incessantemente anche per tutto il resto del personale sino a che il ministero dell'Istruzione e del Merito non avrà sanato la piaga del precariato, fornendo stabilità ai lavoratori della scuola e trovando nuove soluzioni per il loro reclutamento".

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