Post intimidatori contro Giorgia Meloni con riferimenti ad Aldo Moro e Brigate Rosse: due condanne

Condannati a tre mesi di reclusione, senza sospensione della pena, per minaccia aggravata ai danni della premier Giorgia Meloni. La decisione è stata pronunciata oggi, lunedì 2 marzo, dalla giudice della sesta sezione penale di Milano, Amelia Managò, nei confronti di un 32enne e di un 49enne, ritenuti gli autori di alcuni post pubblicati nell'agosto 2022, prima della vittoria elettorale del centrodestra.
Il post "intimidatorio" sui social
Secondo l'imputazione, i due avevano scritto sui social che Meloni sarebbe diventata "la prima premier donna di un partito di destra in Italia", accompagnando la frase con l'immagine della Renault 4 nella quale, il 9 maggio nel 1978, fu ritrovato il corpo di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse. Un accostamento ritenuto dalla giudice "intimidatorio" e idoneo a configurare il reato contestato.
La sentenza e l'annuncio del ricorso
Così, la sentenza è arrivata al termine delle indagini coordinate dal pubblico ministero di Milano Alessandro Gobbis e condotte dalla Digos (Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali) della polizia di stato. Intanto, la premier, costituitasi parte civile con l'avvocato Luca Libra, ha ottenuto una provvisionale immediatamente esecutiva di 1000 euro per ciascuno degli imputati. Le difese, con gli avvocati Eugenio Losco e Guido Guella, hanno già annunciato l'intenzione di voler ricorrere in appello contro le condanne in primo grado non appena verranno depositate le motivazioni (attese tra 15 giorni).