Picchiata e perseguitata dal vicino: “Vivo nel terrore, ma per un cavillo non posso cambiare casa”

Un uomo ha perseguitato la sua vicina di casa tanto da “cagionarle un perdurante e grave stato di ansia e di paura e il fondato timore per la sua incolumità”. E, per questo motivo, la giudice dell’udienza preliminare di Monza ha disposto per lui il divieto di dimora. La vittima di questa assurda storia è una donna di 57 anni che per anni ha dovuto subire e ora vorrebbe potersi rifare una vita lontano da quel condominio di Sesto San Giovanni, in provincia di Milano. Ma un cavillo burocratico glielo impedisce.
Perché ha iniziato a perseguitarla
Gli insulti e le aggressioni sono iniziati a giugno 2021. Prima di allora, il loro era un rapporto cordiale. Un giorno, a causa di un temporale molto forte, si era accumulata molta acqua sulla tenda da sole del balcone di casa della 57enne. Per evitare che si rompesse, la donna ha chiuso il tendaggio. Così facendo, però, è caduta un po' di acqua sul balcone del vicino.
L'uomo avrebbe iniziato a urlarle contro: "Gli ho spiegato che era acqua piovana e lui ha risposto dicendo che sperava non fosse acqua con candeggina. Cercavo di spiegargli – racconta la donna a Fanpage.it – che si stava sbagliando, ma lui urlava talmente forte che probabilmente non sentiva le mie parole. Sono andata fuori dalla porta del suo appartamento e ho iniziato a suonare perché voleva spiegargli cosa fosse successo. Lui però non mi ha mai aperto".
Subito dopo, l'uomo ha iniziato a inviarle alcuni messaggi. La 57enne ha provato a spiegare l'accaduto, ma senza alcun risultato. Da quel momento, sono iniziate le molestie.
Un giorno l'uomo avrebbe citofonato a casa della donna: "A casa c'era mia sorella. Lui ha citofonato – racconta ancora la vittima – e lei ha risposto. Ha chiesto se avesse visto un trolley bianco, che si trovava in cantina, dove c'erano alcuni documenti. Lei mi ha chiamato per chiedere informazioni al riguardo, ma io le ho risposto che non lo avevo visto e né lo avevo preso. E così è iniziato l'inferno".
Gli atti persecutori
Il 25 febbraio 2022, per esempio, lei avrebbe trovato l'auto con le gomme tagliate. L’11 marzo la sorella avrebbe trovato l'auto con i finestrini frantumati. Qualche giorno dopo le ha aggredite. L'uomo, attraverso alcune telecamere posizionate sia davanti alla porta di casa che fuori dalla finestra, spiava i movimenti della sua vittima: "Mi controllava sia fuori dal condominio che sulle scale di casa. Sapeva chi entrava e usciva da casa".
Un giorno, grazie a queste telecamere, ha visto la sorella della 57enne sulla porta di casa. Ne avrebbe approfittato, per presentarsi davanti la porta di casa della vittima con un trolley in mano e dicendo “magicamente la valigia è saltata fuori, dopo che mi sono inc***to”. Inoltre avrebbe lascito intendere, secondo il racconto della donna, di essere lui l'autore dei danni alle auto.
L'aggressione
La sorella della vittima ha provato a spiegargli di non aver mai visto quella valigia. L’uomo, allora, si sarebbe scagliato contro lei: "Ero in casa. Ho sentito urlare. Ho aperto la porta, mi sono affacciata dalla scale e ho visto lui che stava strattonando e picchiando mia sorella. Ho iniziato a urlare di lasciarla stare. Mi ha guardato, ha buttato per terra il suo trolley, ha lascito mia sorella ed è venuto verso di me. Mi ha messo il suo avambraccio contro il collo, spingendomi contro la porta. Come se mi volesse soffocare. Io cercavo di dire a mia sorella di chiamare la polizia. Lei mi guardava, spaventata".
La 57enne è finita in ospedale e dimessa con una prognosi di tre giorni. Gli atti persecutori sarebbero proseguiti: danni alla serratura della porta della cantina, assi di legno lasciati contro l’auto della donna e poi fuori dalla porta di casa e fino a “smontare” il portoncino d’ingresso che la donna chiedeva di chiudere e non lasciare aperto. Per questo motivo, la vittima è stata costretta a cambiare le sue abitudini e a portare sempre con sé uno spray al peperoncino.
Le denunce
La donna ha denunciato ad aprile e a maggio l'uomo è stato sottoposto all'obbligo di firma. Sempre a maggio 2022, il vicino di casa è stato poi arrestato per altri reati. È stato portato in carcere a Monza, dove è rimasto fino ad agosto 2022. Quando è uscito dal carcere e sono finisti gli arresti domiciliari, gli atti persecutori sarebbero ricominciati. Le nuove aggressioni hanno spinto la donna a presentare nuovamente denuncia.
Il Tribunale ha così deciso di applicare la misura del divieto di dimora, rigettando la richiesta della Procura di arresti domiciliari perché – come spiega la giudice – questa “non pare proporzionata alla concreta gravità dei fatti” e “potrebbe addirittura avere effetti criminogeni” perché a quel punto il responsabile “si troverebbe ristretto in casa giorno e notte con la persona offesa”. Il rischio “non può allora che essere scongiurato mediante applicazione della misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Sesto San Giovanni”.
La ricerca di una casa nuova
Questa misura però non basta a tranquillizzare la donna che è intenzionata ad andare via di lì: "Lui ha divelto il portoncino dello stabile della signora. Chiunque potrebbe entrare e arrivare alla porta della mia cliente. Noi siamo contentissimi della misura, ma non c'è un controllo h24. Se il responsabile dovesse decidere di tornare, la mia cliente è in pericolo", spiega a Fanpage.it l'avvocato Federico Edoardo Pisani.
La vittima non può trasferirsi da quell'appartamento perché, a causa di un cavillo burocratico, non può venderlo. La casa è all'interno di uno stabile di proprietà di Aler, l'azienda di Regione Lombardi per l'edilizia residenziale pubblica. La 57enne lo ha acquistato nel 2016 e, così come le ha spiegato l'ente stesso, non potrà cedere il proprio immobile fino al 2026. L'avvocato ha chiesto all'ente di rimuovere questo vincolo: "Aler sa che è questo soggetto è un loro inquilino, peraltro moroso. Ha però risposto che prima di poter fare qualcosa, ha bisogno di una sentenza di condanna nei suoi confronti".
Nel frattempo, la 57enne sta cercando altre soluzioni rivolgendosi ad agenzie immobiliari e costruttori: "Ho mandato una e-mail a una cooperativa edilizia, purtroppo però il mio stipendio – spiega la donna – non può garantire la copertura di un nuovo mutuo perché io sono proprietaria del mio appartamento a Sesto San Giovanni. Ho assicurato che avrei affittato casa mia, ma loro vogliono già il contratto. Non posso però stipulare un contratto d'affitto senza avere la certezza di un'abitazione".
"Sto chiedendo a chiunque, sto girando agenzie immobiliari. Non riesco a trovare nulla. Io ho paura a vivere in casa mia. Sono stata anche al centro anti-violenza di Sesto San Giovanni. La dottoressa mi ha visto veramente provata. Non faccio altro che parlare di questa storia, sono in ansia, non dormo la notte. Ho pensato anche di licenziarmi e trasferirmi all'estero. Io rivoglio la mia vita".