In Lombardia sono state somministrate 207.584 dosi di vaccino contro il Covid-19 su 254.340 consegnate, pari al'81,6 per cento del totale. L'ultimo dato, aggiornato nella mattinata di oggi, giovedì 21 gennaio, certifica nuovamente l'avanzamento della campagna vaccinale nella regione italiana più colpita dal virus. Ieri mattina il dato era di 189.170 dosi inoculate su 254.340, per una percentuale del 74,4 per cento. I dati relativi alla campagna vaccinale sono consultabili nell'apposita sezione del sito del Commissario straordinario per l'emergenza Covid-19, presente sul sito del governo.

I vaccinati per sesso, categoria e fasce d'età

Il report contiene i dati relativi a sesso, categorie e fasce d'età dei vaccinati. In questa prima fase il vaccino è riservato a operatori sanitari e sociosanitari, al personale non sanitario delle diverse strutture (Asst, Rsa, ospedali privati) e agli ospiti delle strutture residenziali. Tra i vaccinati, 139.204 sono donne e 68.380 sono uomini. La fascia d'età finora maggiormente coperta dalla vaccinazione resta, come negli scorsi giorni, quella tra i 50-59 anni (58.613 dosi). Sono state effettuate inoltre 255 vaccinazioni nella fascia d'età 16-19, 22.348 nella fascia 20-29 anni, 31.659 nella fascia 30-39, 41.912 nella fascia 40-49. Sono poi state somministrate 27.785 dosi nella fascia d'età 60-69 anni, 6.926 nella fascia 70-79 e 9.402 d0si nella fascia 80-89 anni. Infine, 8.684 dosi sono state somministrate a persone ultra 90enni. A livello di categorie, finora sono stati vaccinati per la maggior parte operatori sanitari e sociosanitari. Segue il personale non sanitario delle varie strutture  e gli ospiti delle strutture residenziali.

In Lombardia rallentano le somministrazioni dei vaccini

Intanto in questi giorni rallentano in Lombardia le vaccinazioni a causa dei ritardi nelle consegne da parte dell'azienda Pfizer. All'ospedale Niguarda di Milano si sta iniziando con la somministrazione della seconda dose, ma la campagna potrà essere garantita senza ritardi solo per un'altra settimana. A Como invece le aziende ospedaliere sono state costrette a rallentare mentre a Pavia è stato decretato lo stop. Ieri, mercoledì 20 gennaio, dovrebbero essere arrivate altre 52mila dosi.