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Perquisizione nel Cpr di Milano: “Ora non mandate le persone trattenute in un posto peggiore”

Il Centro di permanenza per il rimpatrio di Via Corelli a Milano è al centro di un’inchiesta della Procura. L’avvocata Simona Stefanelli, che ha diversi clienti nel Cpr, ha spiegato a Fanpage.it di essere preoccupata per un possibile trasferimento dei propri clienti: “Per me, diventerebbe molto complicato riuscire a seguire i miei clienti. Inoltre alcuni centri sono anche peggiori di Milano”.
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A cura di Ilaria Quattrone
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Nella giornata di oggi, venerdì 1 dicembre, si è svolta un'ispezione nel centro di permanenza per il rimpatrio di via Corelli a Milano. A eseguirla è stata la Guardia di Finanza su richiesta della Procura che sta conducendo un'inchiesta per frode sull'assegnazione degli appalti.

Le indagini hanno poi permesso di scoprire una serie di carenze nella gestione del centro: condizioni igienico-sanitarie pessime, carenze nei servizi psichiatrici e psicologici, impossibilità di accedere alle cure mediche per mancanza di fondi, cibo scadente e nessuna attività sociale o religiosa.

Al momento non è ancora chiaro se l'Ente gestore del Cpr sarà commissariato – permettendo alla Prefettura di gestire direttamente il centro prima di una nuova gara d'appalti – o se la struttura verrà chiusa. In attesa di avere novità in merito, resta da capire che fine faranno le persone trattenute: saranno rilasciate? Trasferite in altre strutture?

"Tutti quelli che sono nel Cpr sono sprovvisti di permesso di soggiorno. Alcuni di loro, nel caso in cui dovessero essere rilasciati, potrebbero regolarizzarsi perché hanno le famiglie sul territorio nazionale o stanno qui da tantissimi anni. Questi due condizioni sono elementi che, infatti, secondo la legge permettono la regolarizzazione. Alcuni però hanno precedenti penali gravi che sono ostativi al permesso del soggiorno", ha spiegato a Fanpage.it l'avvocata Simona Stefanelli che assiste diverse persone trattenute nel centro di via Corelli.

In quest'ultimo caso, quindi, sarebbe molto complesso ottenere una regolarizzazione: "È un problema grave perché, in questo modo, si lascia fuori tante persone che invece bisognerebbe aiutare. La legge, purtroppo, non consente di far nulla per le persone che si trovano sul territorio nazionale senza permesso di soggiorno, che non hanno familiari in Italia o che non sono radicati sul territorio".

"È vero che hanno precedenti penali, ma sono piccoli reati che possono essere superati. Sulla base della mia esperienza, chi esce dal Centro vuole regolarizzarsi e non è intenzionato a commettere reati". Per l'avvocata, c'è la possibilità che i trattenuti di via Corelli vengano trasferiti in altri centri: "Secondo me, verranno trasferiti e questa cosa mi preoccupa molto. Per esempio, per me, diventerebbe molto complicato riuscire a seguire i miei clienti. Inoltre alcuni centri sono anche peggiori di Milano. Il Centro di Permanenza di Gorizia, sulla base della mia esperienza, ha condizioni forse persino peggiori di Via Corelli".

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