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Oltre 13mila mascherine irregolari trovate all'interno di una rivendita di prodotti ortopedici di Pavia. I carabinieri del Nas di Cremona le ha sequestrate perché in parte sprovviste di una certificazione di conformità e in parte perché ritenute idonee da un organismo non riconosciuto.

Mascherine sprovviste di marchio CE o con certificazioni rilasciate da organismi non idonei

Dodicimila mascherine infatti non erano provviste del marchio CE che indica la conformità e l'idoneità dei prodotti. Le altre 1.100 (kn95) invece avevano la certificazione, ma questa è stata rilasciata da un organismo non riconosciuto. L'inadeguatezza dei dispositivi di protezione individuale rischia infatti di esporre alle possibilità di contagio coloro che le acquistano e proprio per questo motivo, le forze dell'ordine svolgono dei controlli su tutto il territorio nazionale al fine di verificare l'appropriatezza degli strumenti necessari per fronteggiare l'emergenza Covid-19. Vista l'inidoneità, per l'uomo di 57 anni, residente a Milano considerato l'importatore delle mascherine, è scattata la denuncia. 

Oltre un milione e 600mila mascherine sequestrate a Como

Non è il primo caso di sequestro di prodotti di protezione inadeguati. A Como, mercoledì 7 ottobre, la guardia di finanza al confine tra Italia e Svizzera ha sequestrato oltre un milione e 600mila mascherine non a norma. I 330 colli, in cui erano imbustate le mascherine in confezioni da 25 pezzi ciascuna, provenivano dall'Olanda ed erano di origine cinese. La merce è stata fermata alla dogana di Ponte Chiasso ed è stata sequestrata dai finanzieri e funzionari del servizio antifrode.