Passerella sull’Adda crollata 4 volte, nel mirino l’azienda appaltante. Un residente: “4 milioni buttati”

La passerella ciclopedonale sull'Adda di Maccastorna (Lodi), finanziata con 4 milioni di euro nell'ambito della Ciclovia VenTo, è crollata quattro volte negli ultimi giorni. La prima volta lo scorso 13 febbraio, poi, di nuovo, il 16 e il 19 dello stesso mese e l'1 marzo.
Nel frattempo, sull'accaduto ha iniziato a indagare la Procura di Lodi e il caso è arrivato in Regione con un'interrogazione del consigliere regionale Matteo Piloni (PD) e, parallelamente, alla Corte dei Conti dove l'Onorevole Valentina Barzotti, deputata del Movimento 5 Stelle, ha depositato un esposto per "fare piena luce sui ripetuti crolli della passerella" e denunciare uno "sperpero di denaro pubblico". Nell'esposto, Barzotti chiede alla Corte di verificare la conformità delle procedure di progettazione, del cantiere e il ruolo e la vigilanza della stazione appaltante, ovvero l'Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo).
Cantiere che, tra l'altro, Sebastiano Baroni, sindaco di Crotta d'Adda, ha definito "abusivo" a Fanpage.it perché "si sono posizionati su un terreno in concessione all'amministrazione comunale senza mai chiedere un'autorizzazione né a noi né al Parco Adda", ha esordito il primo cittadino. E lo hanno fatto su un'area che per il Parco è zona rossa, catalogata come "bosco": un'area dove non è previsto alcun intervento umano. "Causando problemi alla mobilità, all'ambiente e ora anche di bonifica", ha rincarato il sindaco, riferendosi ai tanti detriti che giacciono ancora abbandonati nelle acque del fiume dopo il quarto crollo. "Aipo ha avuto la precedenza sul cantiere VenTo, c'è stato un bando unico affidato ad Aipo", ha concluso Baroni a Fanpage.it, chiedendosi come mai l'Agenzia, che "ha sempre gestito il fiume, di colpo sia diventata specializzata nel fare piste ciclabili". Uno "sconfinamento" che, secondo il sindaco, "ha causato solo un sacco di danni".
Allargando lo sguardo, la sensazione di chi vive lungo il fiume è, infatti, quella che non si possa parlare della vicenda come di un incidente isolato. "È il sintomo più generale di un modo di progettare e spendere che mette a rischio il territorio e l'economia locale", ha commentato Stefano Rotta, scrittore, attivista, uomo di fiume da 25 anni e residente della zona, che ha deciso di raccontare a Fanpage.it cosa sta accadendo.
I progetti di Aipo e le proteste della popolazione
A Maccastorna, 58 abitanti, terzo comune più piccolo d'Italia, è stata realizzata una passerella ciclopedonale che collega il paese a un centro di poco più di 600 residenti, quello di Crotta d'Adda (Cremona). Un'opera che vale circa 4 milioni di euro. "C'è un interesse enorme su questa storia", ha esordito l'attivista a Fanpage.it, sottolineando di non voler portare avanti una crociata contro le piste ciclabili, ma contro "opere inutili, fatte dove non c'è una reale richiesta".
A suo dire, infatti, la passerella sarebbe stata progettata "quasi in segreto e senza una logica", con conseguenze pesanti per il territorio. Dopo l'ultimo crollo, infatti, nel fiume sarebbero precipitate tonnellate di detriti che ora vanno smaltiti. "Chi pagherà?", si è interrogato Rotta, aggiungendo che "se non si interverrà in fretta", alla prossima piena "la passerella caduta potrebbe essere trascinata contro un pilone del Po e far crollare tutto".

L'ente che si è occupato dei lavori e che è finito nel mirino delle proteste è Aipo (l'Agenzia interregionale per il fiume Po), un organismo interregionale con bilanci pubblici e competenze strategiche sulla gestione del Po e dei suoi affluenti. "Molto vicino agli ambienti della Lega", secondo l'attivista, che a Fanpage.it ha parlato della zona proprio come di un "refugium peccatorum per tecnici e ingegneri vicino al partito di Matteo Salvini".
Un'agenzia che, tra l'altro, negli ultimi anni è finita al centro di vicende giudiziarie. L'ex direttore Meuccio Berselli è stato arrestato dalla guardia di finanza, nell'ambito di un'inchiesta della procura di Parma, per corruzione e peculato legata all'assegnazione di appalti dell'ente. Secondo l'accusa, le tangenti comprendevano non solo denaro, ma anche casse di champagne e culatelli interi. Nel 2024 Berselli ha poi patteggiato una pena a due anni, ma il fatto rimane un precedente che oggi riaccende alcuni interrogativi sulla gestione e sui controlli interni dell'Agenzia.

E le preoccupazioni non finiscono qui. A Lodi, infatti, oltre 20mila veicoli attraversano ogni giorno un altro ponte sull'Adda, il Napoleone Bonaparte. Ponte che "verrà chiuso per effettuare un intervento idraulico di allargamento del fiume, lavori ancora una volta in capo ad Aipo", ha continuato a raccontare l'attivista. "I commercianti temono il tracollo": alcuni avrebbero già abbassato le saracinesche, altri avviato petizioni e pressioni politiche.
"Secondo l'ingegnere che sta seguendo l'intervento – che lavora sia per Aipo che per i Comuni – il progetto abbasserebbe di 5 centimetri il tirante idrico in caso di piena straordinaria (tempo di ritorno di 500 anni). Un intervento che, però, non inciderebbe realmente sul rischio alluvione, ma distruggerebbe la spalla storica del ponte", ha continuato Rotta. In compenso, però, la sua chiusura dividerebbe la città – 8mila abitanti da una parte, 40mila dall'altra – con effetti economici potenzialmente devastanti e una probabile fuga verso Milano o città limitrofe.

Ma quindi il punto di questi lavori qual è? Sul tavolo c'è il tema dei fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). "Diversi progetti, compreso quello del ponte di Lodi – che era stato accantonato nel 2005 perché ritenuto non necessario – sono stati riesumati solo per intercettare risorse in tempi rapidi", ha attaccato l'attivista.
A riguardo, infatti, sarebbero stati fatti diversi esposti alla guardia di finanza da Domenico Ossino, lo storico fondatore e presidente del Comitato Alluvionati Lodi (C.Al.Lo.), nato in seguito all'esondazione del fiume Adda che colpì Lodi nel 2002. "Ossino ha capito subito che questi lavori vengono fatti solo ed esclusivamente per gli interessi di chi li fa", ha concluso Rotta, riferendosi ad Aipo. "Adesso, però, stanno creando veramente troppi danni per il territorio e i suoi abitanti. La popolazione è sul piede di guerra, ci sono state già molte denunce, altre arriveranno". La percezione, infatti, è che il crollo della passerella di Maccastorna sia solo l'ultimo esempio di una frattura più profonda tra interessi istituzionali e necessità territoriali, di chi vive lungo il fiume e che sull'Adda costruisce ogni giorno il proprio futuro.