Pasqua lontano da casa, una mamma single a Milano: “600 euro per tornare in Puglia, rinunciamo alla famiglia”

Ci sono distanze che non si misurano più soltanto in chilometri, ma in euro. Una di queste è quella che separa Milano dal sud Italia, in particolare Lecce. Per una mamma single con due figli adolescenti, questo viaggio, in occasione della Pasqua, è diventato un ostacolo insormontabile: non per mancanza di volontà, ma per i costi ormai diventati proibitivi.
"È una situazione che vivono tutti coloro che hanno necessità di spostarsi dalla Lombardia nei momenti di festa", ha iniziato a raccontare Giorgia a Fanpage.it. "Pochi mezzi, prezzi inaccessibili, che costringono a rimanere separati dalla propria famiglia". Una normalità, quella descritta, sempre più diffusa che colpisce soprattutto chi, come Giorgia, ha radici nel sud, ma ha costruito la sua vita nel nord del Paese.
E non basta, a volte, neanche la programmazione con largo anticipo. "Per Pasqua i voli erano già inaccessibili a partire da gennaio: per la tratta Milano-Brindisi ci volevano oltre 150 euro a testa senza bagaglio, oltre ai costi per arrivare e tornare dall'aeroporto", ha continuato a raccontare Giorgia. A questo si aggiungono poi i vincoli concreti della vita quotidiana: orari compatibili con chi deve accoglierti all'arrivo e le festività scolastiche dei figli che restringono ulteriormente le possibilità di scelta.
Così, "i voli sono stati scartati quasi subito", ha spiegato la donna, sottolineando che l'alternativa ferroviaria non ha migliorato il quadro. "Gli unici treni che avremmo potuto prendere per arrivare in tempo utile erano gli Intercity, ma avremmo speso circa 200 euro a testa e impiegato 12 ore". Detto in altre parole: metà delle ferie in viaggio, con il rischio di trascorrere Pasquetta su un treno. Una prospettiva che ha poi portato alla rinuncia definitiva: "Staremo soli a Milano", ha riferito Giorgia.
Il risultato è quindi una Pasqua lontana dalla famiglia, in una città che appare sempre meno accogliente perché anche le alternative locali diventano irraggiungibili. "Avevo valutato di uscire a pranzo, ma ci vogliono tra i 50 e gli 80 euro a testa. Non è un'opzione accessibile: Milano non è più a misura d'uomo", ha rincarato Giorgia a Fanpage.it. Allo stesso modo, "avrei voluto fare un weekend fuori porta, portare i miei figli in Liguria, ma non c'è posto e i prezzi sono altrettanto inaccessibili".
Quello che emerge, dunque, dal racconto di Giorgia è un senso diffuso di frustrazione, alimentato da tentativi ripetuti e sistematicamente falliti. "È frustrante aver cercato in tutti i modi di tornare a casa, partendo anche con largo anticipo, e non essere riuscita a trovare una soluzione. Muoversi è diventato un inferno ormai", ha concluso a Fanpage.it, restituendo l'immagine di un sistema di mobilità sempre meno accessibile e di una città che, pur offrendo opportunità, sembra allontanare sempre più nettamente chi non può permettersi di seguire il ritmo.