Papà ucciso dal monossido, figlio ricoverato, tragedia nel Monzese: non avevano soldi per riscaldarsi

Il padre ucciso dalle esalazioni di monossido di carbonio per un braciere acceso in casa. Il figlio ricoverato per aver inalato gli stessi fumi. Tragedia a Biassono, in provincia di Monza e Brianza, dove a perdere la vita è stato un uomo di 63 anni. In gravi condizioni il figlio 40enne accorso per aiutarlo, è ricoverato attualmente all'ospedale San Gerardo di Monza. L'incidente è avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 gennaio. Ancora da chiarire la dinamica di quanto accaduto. Sul posto sono arrivati subito i carabinieri della locale stazione, i vigili del fuoco e l'ambulanza del 118, ma per il malcapitato 63enne non c'è stato nulla da fare: è deceduto per aver inalato le sostanze tossiche.
Tragedia a Biassono, in provincia di Monza e Brianza
Secondo le prime ricostruzioni, i due vivevano in una abitazione all'interno di un cascinale in via Regina Margherita 14, a Biassono, e sembra fossero in difficoltà economiche, come riporta Il Giorno. Quando sono entrati in casa, i carabinieri hanno trovato una sorta di braciere ancora acceso e fumante. La coppia, padre e figlio, aveva probabilmente acceso il fuoco per riscaldarsi, non avendo forse i soldi per potersi permettere di pagare stufe o termosifoni. I militari dell'Arma hanno invece trovato un bidone pieno di carta, legna, carbone e altri materiali infiammabili. I fumi sprigionati dalla combustione durante la notte potrebbero aver saturato l'ambiente, rendendo l'aria irrespirabile. L'anziano è deceduto, probabilmente nel sonno, senza accorgersi di nulla. Solo ipotesi, al momento, che necessiteranno di ulteriori accertamenti. I carabinieri hanno eseguito i rilievi del caso e raccolto le prime testimonianze.