Omicidio Sharon Verzeni: Moussa Sangare cambia avvocato e la sentenza rischia di slittare

Rischia di slittare la sentenza prevista domani, lunedì 19 gennaio, davanti alla Corte d'assise di Bergamo per Moussa Sangare, 30 anni, per il quale il pm Emanuele Marchisio ha chiesto l'ergastolo per l'omicidio di Sharon Verzeni, 33 anni, accaduto tra il 29 e 30 luglio del 2024 a Terno d'Isola, nel Bergamasco. L'imputato, che in un primo momento ha confessato l'omicidio e che ha poi ritrattato, ha infatti revocato il mandato al suo legale Giacomo Maj e ha nominato una nuova avvocata Tiziana Bacicca che sempre domani, lunedì 19 gennaio, chiederà un rinvio dei termini a difesa per analizzare il corposo fascicolo processuale. Il legale avrebbe potuto anche depositare una memoria prima dell'udienza, cosa a suo avviso impossibile essendo stata nominata il 13 gennaio. "L'ho visto in carcere – ha detto l'avvocata Bacicca -. È molto confuso, depresso, mi ha detto di non aver condiviso le parole del precedente avvocato che poteva spendere qualche parola in più a favore della sua assoluzione".
L'avvocato Maj, difensore di Sangare: "Non c'è stata premeditazione, è stato un impulso improvviso"
Lo scorso 12 gennaio, davanti alla Corte d'Assise di Bergamo, si è tenuta l'udienza a carico di Moussa Sangare, presieduta da Patrizia Ingrasì. L'incontro iniziò con la richiesta, da parte dell'avvocato di Sangare, Giacomo Maj, di assoluzione per non aver commesso il fatto."È emerso, nel dibattimento, il profilo dell'imputato che gli impedisce di provare empatia né assumersi le sue responsabilità – ha detto l'avvocato Maj – Questo non può essere usato contro di lui". Maj ha evidenziato che "compito" della difesa è "far sí che venga applicata la pena secondo legalità", valutando "se applicare ergastolo" come richiesto dal pm di Bergamo, Emanuele Marchisio nel corso della requisitoria del dicembre scorso, "o una pena temporanea".
Poi l'avvocato Maj ha proseguito dichiarando che da parte di Sangare "Non vi è stata preparazione né pianificazione". E quindi l'omicidio di Sharon Verzeni sarebbe "scaturito da un impulso improvviso e irrazionale privo di determinazione e lucidità che caratterizzano la premeditazione". Maj ha chiesto che cadano le aggravanti e che siano riconosciute le attenuanti generiche per Sangare. "L'imputato non conosceva la vittima e dalle dichiarazioni rese, Sangare è uscito di casa con un coltello, ma senza sapere cosa e a chi avrebbe potuto fare del male. La mancanza assoluta di un movente razionale esclude categoricamente la sussistenza dell'elemento della premeditazione", ha sottolineato l'avvocato.
Sangare chiede di uscire dall'aula: "Io non sono colpevole"
Ma proprio durante l'arringa dell'avvocato Maj, Sangare ha chiesto di uscire dall'aula: "Vorrei uscire perché non voglio sentire parole contro di me, sembra che mi stia dando delle colpe e chiede per me una pena minore, ma io non sono colpevole", ha detto alla Corte d'Assise di Bergamo, presieduta da Patrizia Ingrascì. Sangare è stato portato via dall'aula dalla penitenziaria per essere riportato in carcere. Dopo questa udienza di lunedì scorso, 12 gennaio, sarebbe dovuta arrivare la sentenza sull'omicidio Verzeni. Era attesa per domani, 19 gennaio. Ma Sangare nel frattempo ha deciso di cambiare avvocato – la notizia è arrivata ieri, sabato 17 gennaio – e di affidarsi a qualcuno che come lui stesso dichiara, lo consideri innocente.