Omicidio a Casale Cremasco: “Prestavo casa a Fausto Gozzini e l’amante, mi hanno rubato i soldi”

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Il denaro, accumulato dall’omicida grazie alle compravendite immobiliari, di cui solo la vittima sarebbe stata al corrente. E la presunta amante di Sergio Gozzini, la domestica, sarebbe stata l’unica ad avere le chiavi del garage dove era custodito il tesoro in contanti.

Una vendetta servita fredda. Domenico Gottardelli ha sparato un colpo di fucile secco, in pieno giorno, per mettere fine dopo anni e anni ai suoi tormenti. "Mi ha rubato un sacco di soldi. La mia era una fissazione, quella di trovare il modo di poter far del male a Fausto Gozzini. Ci pensavo giorno e notte, in tutti questi anni non sapevo come fargli del male".

Finché non è arrivato il momento: la mattina del 14 settembre si è presentato negli uffici della Classe A Energy di Casale Cremasco (Cremona) e ha dato fuoco contro l'ex amico Fausto Gozzini, nonché titolare dell'azienda. "Adesso sono tranquillo. Ora dormo bene e non ci penso più. Mi sono tolto un peso".

Ma cos'è successo, tra l'imprenditore ucciso mercoledì scorso e il pensionato, ex amico della vittima?

Il movente dell'omicidio

Gottardelli si confessa al gip, e ricostruisce la vicenda. Al centro, a suo dire, un furto di ben 400mila euro.

"Erano nascosti in garage, solo Sergio sapeva del denaro contante". E ancora. "Ho sospettato della mia domestica e del Gozzini. Erano amanti e per i loro rapporti clandestini gli prestavo la mia casa. Solo la mia domestica aveva le chiavi, oltre a me. E solo lui sapeva dei soldi". Una cifra accumulata grazie alle compravendite immobiliari. 

La frequentazione con Sergio Gozzini si interrompe. Non ci sono accuse manifeste, ma il sospetto e il livore consumano Domenico Gottardelli in silenzio. Mese dopo mese monta la rabbia, e il desiderio di vendetta. 

La mattina dell'omicidio

La mattina dell'omicidio Gottardelli imbraccia il fucile e chiama Gozzini, per accertarsi che sia in azienda. "Certo, vieni pure", risponde lui, ignaro.

Quando lo vede, con l'arma puntata contro di lui, gli esce solo una parola. "Perché?". Ma è tardi: Gottardelli esplode il colpo, e l'ex amico crolla a terra e muore davanti alla moglie e al figlio, che si erano precipitati nell'ufficio dopo aver sentito il rumore dello sparo.

"Mi sento tranquillo", continua a ripetere lui. E anche per questo resta in carcere a Cremona.

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