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Sgombero del centro sociale Leoncavallo

Offerta da 5 milioni di euro per far tornare il Leoncavallo in via Watteau, ma dalla proprietà “nessuna risposta”

Un paio di settimane fa è stata presentata un’offerta da 5 milioni di euro per l’acquisto dell’area di via Watteau a Milano dove fino all’estate scorsa aveva sede il Leoncavallo. Tuttavia, il Gruppo Cabassi proprietario del complesso non l’avrebbe “neanche presa in considerazione”.
Foto di Claudio Furlan/La Presse
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Alcuni imprenditori, un paio di settimane fa, hanno presentato un'offerta da 5 milioni di euro al Gruppo Cabassi per l'acquisto dello stabilimento di via Watteau che fino all'estate scorsa era sede del Leoncavallo. Lo hanno fatto sapere gli "ambasciatori" del centro sociale, Sergio Cusani e Pino Tripodi, durante una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina, lunedì 8 giugno, proprio davanti l'ex cartiera in zona Greco a Milano. Nonostante l'offerta sia circa il doppio del valore dello stabile stimato da una perizia, la proprietà sarebbe rimasta "silente": "Non ha neanche preso in considerazione la proposta", ha affermato Tripodi.

Lo sgombero del Leoncavallo era andato in scena il 21 agosto 2025 e da quel giorno lo storico centro sociale, attivo dal 1975 e dal 1994 in via Watteau, è rimasto senza sede. L'azione di carabinieri e polizia era arrivata dopo che il ministero dell'Interno era stato condannato a risarcire con 3 milioni e 175mila euro la società ‘L'Orologio srl' del Gruppo Cabassi per non aver adempiuto precedentemente allo sgombero impedendo, così, ai proprietari del terreno di poterlo sfruttare a proprio piacimento. Denaro che il Viminale ha poi chiesto di rimborsare a Marina Boer, presidente dell'associazione ‘Mamme Antifasciste' che gestisce il centro.

Poco dopo lo sgombero, i rappresentanti del Leoncavallo hanno chiarito subito che la priorità per loro è quella di trovare un modo per rientrare in via Watteau. Così, dopo aver lasciato scadere il bando per l'assegnazione dello stabile comunale di via San Dionigi (dato come possibile sede alternativa), un gruppo di imprenditori, di cui non sono stati resi noti i nomi, interessati al progetto Leoncavallo hanno avanzato al Gruppo Cabassi un'offerta indicativa per acquistare l'area.

Gli "ambasciatori" del centro sociale, lo scrittore e saggista Tripodi ed ex consulente e dirigente finanziario Cusani, hanno spiegato che, ad oggi, l'iniziativa d'acquisto è in stallo. La trattativa, infatti, non sarebbe nemmeno iniziata poiché la proprietà "non ha neanche preso in considerazione la proposta". I 5 milioni di euro proposti sarebbero solo una base, ma già questi sarebbero due volte tanto il valore dell'intero complesso stimato da una perizia. "Bisogna riuscire a sbloccare questa trattativa o trovare altre strade", ha dichiarato Boer. Secondo Daniele Farina, storico attivista e rappresentante del Leoncavallo, in assenza di sbocchi potrebbero essere le nuove generazioni a individuare percorsi diversi e una nuova occupazione "non è esclusa".

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