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Omicidio Sharon Verzeni

Moussa Sangare, per il Tribunale è in grado di stare a processo. L’avvocato: “Perizia incompleta”

Giacomo Maj, avvocato di Moussa Sangare, ha chiesto “un’integrazione” alla perizia alla quale il suo assistito è stato sottoposto: “A livello di metodologia è stata del tutto incompleta”. Il 31enne sta affrontando il processo per maltrattamenti in famiglia e presto dovrà rispondere anche dell’omicidio di Sharon Verzeni.
A cura di Enrico Spaccini
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Moussa Sangare scortato verso il Tribunale per la prima udienza per l’omicidio di Sharon Verzeni (foto da LaPresse)
Moussa Sangare scortato verso il Tribunale per la prima udienza per l’omicidio di Sharon Verzeni (foto da LaPresse)
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Per il Tribunale di Bergamo Moussa Sangare, in carcere da agosto dell'anno scorso per l'omicidio di Sharon Verzeni, può affrontare il processo che lo vede accusato di maltrattamenti nei confronti della madre e della sorella. Lo ha stabilito il giudice dell'udienza preliminare, Maria Beatrice Parati, in base ai risultati della perizia alla quale il 31enne è stato sottoposto nei giorni scorsi. Il suo avvocato difensore Giacomo Maj, però, ha chiesto un'integrazione: "Abbiamo rilevato come questa perizia sia del tutto incompleta a livello di metodologia", ha dichiarato al termine dell'udienza. La decisione della giudice è attesa per la prossima settimana.

Sangare era stato denunciato per maltrattamenti della madre e dalla sorella e nei suoi confronti era stato disposto un ordine di allontanamento nel maggio del 2024. Due mesi più tardi avrebbe ucciso Verzeni, la notte tra il 29 e il 30 luglio, mentre passeggiava per Terno d'Isola (in provincia di Bergamo). Il 31enne era stato arrestato un mese più tardi e, prima di affrontare il processo per omicidio, deve appunto affrontare quello per maltrattamenti in famiglia.

La gup del Tribunale di Bergamo aveva affidato alla dottoressa Valentina Stanga il compito di eseguire una perizia psichiatrica su Sangare. Esame che ha stabilito la capacità di intendere e di volere dell'imputato che, nell'udienza del 9 luglio, è stato dichiarato in grado di affrontare il processo. Il 31enne non era presenta in aula, così come nemmeno la madre e la sorella (che non si sono costituite parti civili, ma rimangono parti offese). L'avvocato difensore, al termine dell'udienza, ha fatto sapere di aver chiesto "un'integrazione di perizia" sostenendo che l'esame sia stato "incompleto a livello metodologico". Il legale ha anche aggiunto di aver visto Sangare "come la prima volta, smarrito, con ragionamenti e frasi di sconnessi, nel solito stato confusionale". L'udienza è stata, quindi, rinviata alla prossima settimana.

Nel frattempo, si attendono i risultati della perizia disposta dalla Corte d'Assise sempre su Sangare affidata alla dottoressa Giuseppina Paulillo nel processo per omicidio. Il deposito dei risultato è atteso per settembre.

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