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Morto sul lavoro in un cantiere del Varesotto: patteggiano il titolare, il responsabile sicurezza e due colleghi

I colleghi dopo l’incidente avrebbero trasportato l’uomo a casa, cambiato i vestiti e chiamato i soccorsi per simulare una caduta accidentale in casa. L’uomo, senza cure mediche tempestive, è morto pochi mesi dopo.
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Foto di repertorio
Foto di repertorio

Il muratore Dangov Kolyo Dimirov, 60 anni, morì a ottobre 2022 cadendo, pochi mesi prima, da una scala in un cantiere di Luino (Varese). Oggi, secondo quanto si apprende, di fronte al giudice dell'udienza preliminare di Varese, sono stati concordati quattro patteggiamenti.

A seguito della morte sul lavoro dell'operaio, sarebbero stati concordati un anno e nove mesi per il titolare dell’azienda edile e un anno e due mesi per il responsabile dei lavori e della sicurezza. Inoltre sarebbero previsti anche cinque mesi di reclusione per i due colleghi della vittima, accusati di frode processuale.

I colleghi, secondo quanto ricostruito, appena dopo l'incidente, avvenuto a marzo, avrebbero trasportato l’uomo nella sua casa di Varese, cambiato i suoi vestiti e chiamato i soccorsi su indicazione del datore di lavoro, per simulare una caduta accidentale in casa. Il muratore era stato coricato sul letto di casa, senza cure e interventi medici, ed è morto pochi mesi dopo per peggioramenti del quadro clinico.

All’atto della costituzione in giudizio, le parti civili – tre, la moglie e le due figlie della vittima – chiesero 400 mila euro di danni ciascuna e provvisionali di 150 mila euro a testa, cioè somme immediatamente esigibili. Cifre che, con i patteggiamenti, vengono escluse e che solo successivamente, con separato procedimento civile, potranno eventualmente arrivare ai familiari.

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