"Un grande milanese". Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha voluto ricordare l'attore Gianrico Tedeschi, decano del palcoscenico italiano e volto noto anche della tv morto ieri sera a Pettenago, in provincia di Novara, all'età di 100 anni. Tedeschi viveva da anni con la famiglia – la moglie Marianella Laszlo e le due figlie Sveva ed Enrica – sul lago d'Orta, a Crabbia, ma era nato a Milano il 20 aprile del 1920. Pochi mesi fa aveva festeggiato i 100 anni, ricevendo anche gli auguri dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il suo vero orgoglio è sempre stato di aver reso felice il suo pubblico

"Era stato definito ‘un grandissimo attore senza i vezzi del mattatore' – ha scritto oggi Sala sulla sua pagina Facebook -. Gianrico Tedeschi ci lascia una lezione unica di vita e di teatro, spesa solo nella passione per il palcoscenico nelle sue forme più diverse e nell’amore per il suo pubblico". Sala ha poi ricordato le particolari circostanze in cui Tedeschi scoprì la sua vocazione, dal "significato molto profondo e particolare": avvenne nel campo di prigionia di Sandbostel, piccolo paese della Bassa Sassonia che a partire dal 1939 durante la Seconda guerra mondiale ha ospitato migliaia di prigionieri di guerra e politici. Tedeschi vi fu internato perché si rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò: "Fu lì che iniziò a recitare e furono i suoi compagni di prigionia (tra cui Giovanni Guareschi ed Enzo Paci) a convincerlo che quella era la sua strada – ha scritto Sala -. Da lì, una carriera lunga 70 anni che ha reso onore al teatro, al cinema e anche alla televisione italiana. Gianrico Tedeschi ha lavorato con i più grandi registi italiani, da Visconti a Strehler e a Ronconi, ma il suo vero orgoglio è sempre stato di aver reso felice il suo pubblico, la sua gente. Un grande milanese". La scomparsa dell'attore "ed ex deportato" è stata accolta con commozione anche dall'Anpi, Associazione nazionale partigiani d'Italia: "Ciao Gianrico… Che dolore per tutti noi".