Morto a 34 anni davanti alla sede di Sky dopo l’intervento di due vigilantes: “Anche una persona sana sarebbe morta”

"La tecnica di immobilizzazione e schiacciamento a terra attraverso la pressione di una o più persone con il ginocchio sulla parte superiore del torace mentre il soggetto è disteso in posizione prona" ha interferito sulle funzioni vitali "a prescindere da condizioni di particolare vulnerabilità preesistente": a dirlo è il medico legale di parte civile, Manfredi Rubino, che è stato ascoltato dalla Corte d'Assise a Milano nell'ambito del processo che cerca di far luce sulla morte di Giovanni Sala, il 34enne che è morto per arresto cardiaco davanti alla sede Sky nel quartiere Rogoredo a Milano dopo l'intervento di due vigilantes dell'Italpol nella notte tra il 19 e il 20 agosto 2023. Questi ultimi, due uomini di 46 e 64 anni, sono accusati di omicidio preterintenzionale.
Per il tecnico, proprio lo schiacciamento del torace "prolungato e oltremodo violento" è da considerarsi la causa rilevante del decesso. Il fatto che l'uomo avesse assunto una massiccia dose di cocaina è una "concausa marginale", che è da ritenersi insufficiente a cagionare la morte. Dall'esame tossicologico, infatti, è emersa una presenza di cannabinoidi e un alto livello di cocaina.
Quella notte, come è stato possibile ricostruire dalle immagini di videosorveglianza, Sala era in stato di agitazione e si era avvicinato all'ingresso della sede Sky senza però mai scavalcare il cancello. A un certo punto, i due vigilantes lo hanno bloccato a terra. Uno di loro, gli ha messo poi il ginocchio sul busto – che era tra il marciapiede e il dislivello della strada – e ha esercitato pressione. A un certo punto, il 34enne ha smesso di reagire. Gli agenti hanno provato a rianimarlo, ma purtroppo per lui non c'è stato più nulla da fare. Per il medico legale, la morte è stata causata dalla durata e dalla forza esercitata.
Già il 27 gennaio scorso, era stato ascoltato un altro medico legale, Michelangelo Bruno Casali, che aveva affermato che il 34enne aveva subito "una pressione ininterrotta sul torace per più di cinque minuti", quando in un soggetto sano "anche solo quattro" minuti possono "provocare una significativa diminuzione dei parametri ventilatori". Per lui, l'arresto cardiaco sarebbe stato causato da un'acuta intossicazione da cocaina, un'ischemia miocardica che sarebbe insorta prima dei fatti e un'ipoventilazione polmonare direttamente "connessa alle manovre di contenimento corporeo".
Subito dopo quell'udienza, il fratello di Giovanni Sala ha detto a Fanpage.it che "la relazione del medico legale della Procura di Milano parla di concause nella morte di mio fratello Giovanni. Aveva un'intossicazione da cocaina, ma il fatto che gli hanno tenuto un ginocchio pressato sul torace per più di cinque minuti ha inciso moltissimo. È chiaro che senza quelle percosse, non sarebbe morte". E ancora: "Le due guardie giurate non hanno mai detto una parola in merito".
Il processo prosegue. Per l'Accusa, rappresentata dal pubblico ministero Alessandro Gobbis, i due imputati avrebbero dato "sfogo ad istinti violenti e inutilmente prevaricatori" quando non sarebbe stata alcuna necessità di tutelare "persone o cose da pericoli concreti".