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"Ora Codogno siamo noi". Continua a preoccupare la situazione all'ospedale San Gerardo di Monza. Il direttore generale di Asst Mario Alparone chiede aiuto alle altre strutture della zona perché in questa seconda ondata è Monza la Codogno di ottobre. Per questo direttore chiede che bisogna avere sulla città "la stessa attenzione che abbiamo dato noi in fase uno agli altri". E poi Alparone aggiunge: "Abbiamo assunto 110 nuovi operatori, di cui 40 medici e il resto infermieri, ma avendo 340 operatori positivi a casa, parliamo di una goccia in confronto ad un esercito fermo". Ad allarmare qui sono i numeri sempre più alti: 450 pazienti ricoverati per Covid nella struttura, di cui 43 in terapia intensiva. Altri 95 sono all'ospedale di Desio che fa parte sempre dell'Asst (azienda socio sanitaria territoriale) di Monza. Numeri che hanno convinto il direttore sanitario a chiudere da domenica 8 novembre il pronto soccorso per i casi meno gravi. Ora tutti i soccorsi in codice verde sono spostati all'autodromo di Monza che per l'occasione si è trasformato in un check point clinico sull'esempio di quello di via Novara a Milano. Sarà qui che l'equipe medico valuterà la gravità della situazione e, nel caso, il successivo ricovero.

Una media di oltre 800 nuovi casi al giorno

Bersaglio del virus questa volta è proprio Monza e la Brianza, che ogni giorno registrano una media di oltre 800 nuovi casi in 24 ore. Insomma, numeri che dimostrano che oggi la battaglia contro il virus la si combatte a Milano e a Monza. Per questo il direttore sanitario ieri lunedì 9 novembre ha fatto sapere di aver chiesto aiuto a Regione Lombardia di attivare "forze esterne, quali militari e Protezione civile" per favori i trasferimenti anche in altre strutture. "Mi aspetto di essere supportato come noi abbiamo supportato gli altri in fase uno", precisa Alparone.

Al San Gerardo 340 operatori sanitari positivi al Covid

L'ospedale deve fare i conti anche con 340 operatori sanitari: "La capacità – aggiunge il direttore Alparone – di mantenere attivo un ospedale dipende dall’equilibrio tra entrate ed uscite di pazienti. Questo equilibrio da circa una settimana è compromesso anche dal fatto che abbiamo un numero straordinario di operatori positivi, proprio perché siamo noi l’epicentro della pandemia ora". Esattamente come Codogno o Bergamo qualche mese fa.