Mondadori vuole comprare il ramo scolastico di Hoepli: presentata l’offerta

Il gruppo Mondadori ha presentato un'offerta per l'acquisizione del ramo scolastico della storica casa editrice Hoepli. La proposta è stata sottoposta alla liquidatrice Laura Limido, che è stata nominata lo scorso 10 marzo dall'assemblea dei soci. A rendere nota la notizia è stato lo stesso gruppo Mondadori, che ha spiegato che eventuali sviluppi "saranno oggetto di comunicazione al mercato".
"Nel monitorare con attenzione l'evoluzione della situazione, verificheremo se dovessero aprirsi eventuali nuove opportunità che ci possano far riconsiderare ulteriori asset di Hoepli", ha affermato l'amministratore delegato, Antonio Porro. "Preso atto della decisione dei soci di liquidare Hoepli Spa, abbiamo fatto pervenire una diversa offerta che riguarda solo la scolastica, nell'auspicio che possa essere accolta", ha anche affermato.
Da diversi giorni si rincorrevano voci su un possibile interesse di Mondadori ad acquisire la casa editrice, simbolo di Milano, per la quale, due settimane fa, è stato approvato lo scioglimento e la sua messa in liquidazione. Solo l'azionista di minoranza Giovanni Nava – che era socio al 33 per cento – aveva espresso la sua contrarietà. Nava e cugini, infatti, erano da diverso tempo in conflitto. Tanto che il primo, attende anche la sentenza della Corte di Cassazione sulla causa delle partecipazioni, che avrebbero potuto ridefinire le quote societarie. Non è l'unica strada su cui si è acuita la diatriba familiare. Questa, infatti, si è propagata anche su altre scelte industriali: dalla riduzione degli approvvigionamenti e fino al calo dell'offerta. Il culmine è poi stato raggiunto con la liquidazione volontaria.
Ieri pomeriggio, martedì 24 marzo, Limido aveva comunicato ai dirigenti che il 30 aprile scadrà l'affitto e che non verrà rinnovato e che Entro giugno, poi, il palazzo dovrà essere completamente liberato. E sembrerebbe che ci siano già soggetti interessati all'acquisizione dell'edificio: ci sarebbe infatti un fondo americano, che vorrebbe rilevare l'intero caseggiato. Sarebbero stati offerti decine di milioni. Per il momento, però non ci sarebbe alcun accordo preliminare.
Oltre a Nava, anche i lavoratori si sono opposti alla liquidazione. E proprio loro sono stati protagonisti, oltre che di flash mob e mobilitazioni, anche di un'altra ipotesi avanzata da Legacoop. Parliamo di un workers buyout: in sostanza si tratta della possibilità per i lavoratori di subentrare alla proprietà: "Si potrebbero utilizzare fondi pubblici e partecipazioni finanziarie messe a disposizioni dalla legge Marcora", ha spiegato il presidente Attilio Dadda al quotidiano Il Corriere della Sera. Nel frattempo, accanto a loro si sono mossi anche i cittadini con una petizione firmata da oltre 60mila persone, tra cui personaggi famosi come Alessandro Cattelan e Victoria Cabello.