Nel salone dei Martiri per la Resistenza il comandante della polizia locale di Milano Marco Ciacci e la vicesindaca, nonché assessore alla Sicurezza Anna Scavuzzo, hanno illustrato l'operazione "Rifiuti preziosi" dei ghisa che ha portato all'esecuzione di 33 misure cautelari in carcere per i reati di estorsione con metodo mafioso, associazione a delinquere per traffico illecito di rifiuti e associazione a delinquere per spaccio di stupefacenti all'interno del campo nomadi di via Bonfadini. In totale, sono state denunciate 61 persone.

Come spiegato dal Comandante Ciacci, "le operazioni iniziate alle 6, hanno smantellato una vera e propria organizzazione criminale. Sono tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata a traffico illecito di rifiuti", alcuni dei quali anche pericolosi. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, "l'organizzazione fa capo a una sola famiglia, Cirelli – il cui capo è Umberto Cirelli, pregiudicato -, che vive nel campo abusivo". Le indagini sono nate dopo aver notato "che in questa zona ci fosse una sistematica discarica di rifiuti che costringeva Amsa a uno smaltimento non imputabile a nessuno". Per questo motivo sono state collocate delle fototrappole "all'ingresso del campo nomadi che hanno documentato come i rifiuti uscissero dal campo nomadi stesso". Gli agenti della polizia locale hanno quindi notato che alcuni "mezzi che entravano carichi di rifiuti uscivano vuoti, altri entravano vuoti ed uscivano pieni". In sostanza all'interno del campo nomadi è stata accertata l'esistenza "di una ricicleria di rifiuti". Ognuno, all'interno del campo, aveva il suo ruolo, per questo tutti sono considerati associati. Una volta analizzati i rifiuti, i componenti della famiglia decidevano cosa tenere e cosa no, specialmente materiali ferrosi. Il resto, veniva gettato in strada. Si stima che Amsa abbia ripulito la zona, nell'ultimo triennio, per un totale di 800 tonnellate di rifiuti.

Il giro di affari, ha poi aggiunto il Comandante Ciacci, "si stima intorno al milione di euro". Di questi affari fanno parte anche ricavi di altri reati di cui sono accusati i residenti nel campo nomadi: su tutti, lo spaccio di sostanze stupefacenti. In un'altra occasione, invece, la famiglia Cirelli si è resa protagonista di un'estorsione ai danni di una ditta adiacente: l'imprenditore è stato intimidito per smaltire i propri rifiuti tramite il campo nomadi abusivo. La polizia locale ha quindi proceduto con il sequestro di tutto quanto contenuto all'interno del campo nomadi che già nella giornata di oggi verrà smantellato. "Non lasceremo nessuno in mezzo alla strada", ha assicurato la vicesindaca Scavuzzo, che si è detta "soddisfatta per l'operazione", aggiungendo che "oggi l'attività ha trovato il suo culmine. Sono soddisfatta per il metodo con cui abbiamo lavorato, è importante ricordare tutte le componenti che hanno portato ai risultati di oggi. Alcuni elementi importanti da sottolineare: indagine che nasce con il percorso avviato da più di un anno". Il campo nomadi che verrà smantellato non ha nulla a che fare con il dirimpettaio, regolare per il Comune.