Circa 24mila tonnellate di rifiuti smaltiti illegalmente da vari impianti del Nord Italia. È quanto hanno svelato la Procura di Milano e la Direzione distrettuale antimafia sempre del capoluogo lombardo nell'operazione che ha visto coinvolte più regioni del Nord, ovvero Lombardia, Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Un traffico illecito di rifiuti che ha portato 400 carabinieri del Noe, insieme alla collaborazione dal Gruppo per la Tutela Ambientale di Milano e dai Comandi provinciali competenti territorialmente, la mattina di martedì 20 ottobre ad eseguire un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari Alessandra Simion, nei confronti di una organizzazione attiva in tutto il Nord: nel corso delle indagini sono stati denunciati in stato di libertà 7 indagati e sono state sequestrate 7 aziende nel settore del trattamento dei rifiuti e 9 capannoni industriali insieme a vari automezzi, anche appartenenti a società di trasporto e utilizzati nelle attività criminali, per un importo complessivo di circa 6milioni di euro. I membri dell'organizzazione dovranno rispondere alle accuse di "attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti", "gestione di rifiuti non autorizzata" e "realizzazione di discariche abusive".

In Lombardia sequestri in più province

Dalle informazioni emerse da una nota dei carabinieri, al centro dell'operazione c'è un traffico illecito di rifiuti, discariche abusive e incendi appiccati dai membri dell'organizzazione quando i depositi iniziavano a diventare troppo pieni. Tra i rifiuti sequestrati ci sono gli indifferenziati urbani, quelli provenienti dalla produzioni industriali e artigianali nonchè rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Il gruppo criminale, attraverso lo stoccaggio ed il successivo abbandono in capannoni industriali dismessi, dava vita a discariche abusive, ora sequestrate, in più territori della Lombardia: alcune di queste localizzate nel comune di Milano, altre a Lissone (Monza e Brianza), Origgio (Varese), Lurate Caccivio (Como), Verona San Massimo e Pregnana Milanese (MI). E altre fuori dal territorio lombardo: a Romentino (NO), Castellazzo Bormida (AL) e Mossa (GO).

Guadagni da 900mila euro

Le indagini erano scattate nel 2019 dopo il controllo e il sequestro da parte dei carabinieri del Noe di Milano della ditta milanese di trattamento rifiuti "Waste Mag Srl". Da qui i militari hanno svelato un'articolata rete criminale operante nel settore dei rifiuti a cui faceva parte anche un esponente già condannato per associazione di stampo mafiosa. L'abusivo smaltimento di rifiuti portava al gruppo guadagni da 900mila euro. Le altre aziende di stoccaggio sotto indagine sono la Diamond Srl di Lissone, Erus Ambiente di Origgio e Tecnobeton di Lurate Caccivio. Il modus operandi era sempre lo stesso: "I rifiuti in entrata negli impianti della società e venivano scaricati dagli automezzi di trasporto e stoccati per un tempo breve. Il materiale, così come ricevuti dal produttore, veniva poi ricaricata su di un automezzo di proprietà di una ditta di fiducia e smaltiti abusivamente presso i capannoni industriali prescelti da destinare a discarica abusiva di rifiuti. Un’operazione del tutto clandestina di trasferimento illegale di rifiuti da camion a camion". Un sistema poi svelato e fermato con gli arresti e i sequestri di martedì 20 ottobre.