Una lettera inviata dopo 30 anni per denunciare gli abusi subiti quando di anni ne aveva solo 11 e il prete che frequentava l'oratorio col quale lei era in vacanza la molestava. Le accuse sono pesanti e si rivolgono in modo diretto a don Alberto L., così come riportato da Rete Abuso, che avrebbe violentato quella che oggi è una donna adulta ma che al tempo frequentava solo la prima media.

"Veniva a trovarmi nel mio sacco a pelo per sfogare tutte le sue perversioni – si legge nella lettera – io, bambina introversa con un macigno sulle spalle, sola, con la paura di sentirmi sporca e non adeguata, nella solitudine di questo terribile segreto, ho impiegato 30 anni per capire che non è stata colpa mia, per metabolizzare ed accettare quello che mi accadde, un lungo percorso di sofferenza, una vita rovinata, relazioni distorte". La donna, che ha deciso di restare anonima, ha spiegato nella stessa missiva di aver subito anche gli abusi psicologici del prete che la minacciava con frasi del tipo: "Se vuoi denunciarmi fallo pure, solo ti chiedo prima di avvisarmi così mi tolgo la vita", avrebbe detto l'uomo alla presunta vittima".

Sulla vicenda è intervenuta la Diocesi di Milano che ha fatto sapere di aver avviato una indagine. Nello stesso comunicato stampa ha però precisato che "nessuna denuncia o segnalazione relativa a questo o altri episodi simili che coinvolgano don Alberto L. è pervenuta negli anni scorsi alla curia di Milano". Inoltre il sacerdote coinvolto nella vicenda "ha chiesto e ottenuto una sospensione dall’incarico di parroco delle Parrocchie di S. Maria Assunta e S. Maria Ausiliatrice in Inzago (Milano)", ha fatto sapere la curia precisando che il prete si è reso disponibile per "ogni approfondimento".