Ospedale Fiera Milano
in foto: Ospedale Fiera Milano

L'ospedale in Fiera Milano è pronto ad aprire un quarto modulo. I tre affidati rispettivamente al Policlinico (con 15 posti letto), all'ospedale Niguarda (con 15 posti letto) e al San Gerardo di Monza (con 14 posti letto) sono al completo dalla serata di ieri, lunedì 9 novembre, dopo l'arrivo di 44 pazienti. Per questo motivo, secondo quanto riportato da Il Giorno, il gruppo di anestesisti e infermieri arrivati da Varese ha sollecitato l'apertura di un altro modulo.

Le polemiche sull'ospedale in Fiera

L'aumento dei contagi da Coronavirus in Lombardia ha reso l'ospedale in Fiera – al centro di polemiche e indagini durante la prima ondata per il suo scarso utilizzo – un punto nevralgico nella gestione dei positivi più gravi. La struttura – costata all'incirca venti milioni di euro e la cui gestione è affidata al Policlinico di Milano – ha il compito di accogliere i casi degli ospedali che sono sotto pressione o che hanno esaurito i posti. In ogni modulo opera personale inviato e scelto dalle strutture ospedaliere presenti sul territorio. Una decisione che ha visto, nelle scorse settimane, una pioggia di critiche: in Lombardia infatti manca personale medico e vista la situazione drammatica in cui versano molti ospedali, secondo alcuni sindacati, è impensabile richiederne altro. Nonostante questo, per far fronte all'emergenza, Regione ha comunque chiuso un accordo con i sindacati degli infermieri, tecnici e Oss – e prima ancora con quello dei medici – per il trasferimento temporaneo di personale nelle strutture delle Fiere (sia Milano che Bergamo) che prevedono volontarietà, indennità, alloggi gratuiti e sorveglianza sanitaria.

La situazione delle terapie intensive

Solo ieri, a fronte dei 4.777 casi positivi registrati in Lombardia, nelle terapie intensive si contavano venti nuovi pazienti che hanno fatto salire il numero complessivo a 670 unità. A crescere inoltre è stato anche il numero dei ricoveri dei pazienti meno gravi (189) che ha portato il totale a 6.414 degenti. Dati preoccupanti confermati anche dalle parole di Mario Alparone, direttore generale dell'Asst San Gerardo di Monza, che ieri – dopo aver detto "ora Codogno siamo noi" – ha lanciato una richiesta d'aiuto alle strutture della zona. Ha inoltre precisato che, nonostante l'assunzione di nuovo personale, la situazione resta allarmante: nella struttura brianzola si contano 450 pazienti ricoverati per Covid, di cui 43 in terapia intensiva. Altri 95 sono all'ospedale di Desio. Per questo motivo è stato chiuso domenica 8 novembre il pronto soccorso per i casi meno gravi ed è stato chiesto l'intervento dell'Esercito.