In Paolo Sarpi lo conoscevano in molti, forse tutti. Per trent'anni ha sfornato brioche e panini caldi per i grandi e i più piccoli. Poi è arrivato il Covid, il lockdown, e Berni – così era conosciuto Gianni Benardinello – aveva deciso di regalare le sue sfiziosità a chi più ne aveva bisogno. Fuori dal suo negozio aveva fatto trovare intere ceste di prodotti accompagnate da un messaggio semplice: "Per andare incontro a chi ha bisogno. Servitevi pure e pensate anche agli altri". Purtroppo però la seconda ondata del contagio l'ha portato via. Aveva 76 anni.

Durante il lockdown aveva regalato le brioche

Era un instancabile, Berni. Aveva imparato anche a costruire i droni e aveva fondato una startup con cui avrebbe iniziato a produrne su base industriale. Ai clienti del suo bistrot raccontava, tra una consegna e l'altra, di quello che aveva fatto nella vita: dall'orafo all'inventore di penne stilografiche, fino alla copertura della carica di vicesindaco a Trezzano sul Naviglio, il fotografo di moda, il pilota. Diceva che "non c’è mestiere che non abbia esercitato e non c’è un ruolo qui dentro che non sappia svolgere anche io: dal pane all’impianto elettrico". Ieri, mercoledì 11 novembre, i funerali in una Chinatown che lo ha ricordato senza dare vita ad assembramenti.

Cinquanta tipi di pane diversi ma un solo metodo per fare i biscotti

Ogni giorno avanzava pane e brioche che metteva in vendita a prezzi stracciati il giorno seguente qualora i poveri non lo ritirassero gratuitamente la sera prima. Nel suo negozio si trovano ancora cinquanta tipi di pane differenti, mentre per quanto riguarda i biscotti era più legato alla tradizione: usava ancora la ricetta creata dalla bisnonna. Ora, tutto passerà in mano alla famiglia. Samuela, una delle figlie, ha dichiarato che "papà sognava che Paolo Sarpi diventasse la strada più bella di tutta Milano. Lavoreremo anche per questo, dal nostro forno di famiglia".