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Milano, donna violentata nel parco Monte Stella: 24enne condannato a 6 anni e 8 mesi

È stato condannato a sei anni e otto mesi il ragazzo di 24 anni accusato di aver violentato una donna di 45 anni al parco Monte Stella in zona San Siro a Milano. Il giudice ha inoltre stabilito che, una volta espiata la pena, il giovane sarà espulso. La squadra mobile era riuscito a risalire a lui grazie alle tracce del Dna sui vestiti della vittima.
A cura di Ilaria Quattrone
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Il parco al Monte Stella a Milano (Immagine di repertorio)
Il parco al Monte Stella a Milano (Immagine di repertorio)

È arrivata la condanna a sei anni e otto mesi di reclusione per Ibrahima Camara, il ragazzo di 24 anni, accusato di aver violentato in pieno giorno una donna di 45 anni nel parco del Monte Stella a Milano. Il giudice ha inoltre deciso che il giovane sarà espulso una volta che la pena sarà espiata. A chiedere la condanna di sei anni e otto mesi è stata il pubblico ministero Monia Di Marco.

L'operazione lampo della Squadra Mobile

Lo stupro era avvenuto lo scorso 15 luglio nel parco della rinomata montagnetta di San Siro e aveva destato scalpore: la donna di 45 anni stava passeggiando con il suo cane quando a un certo punto, intorno alle 18 di sera, è stata aggredita dal giovane. Il ragazzo, imputato con rito abbreviato, era stato fermato il 22 luglio dalla Squadra mobile in un'operazione che era stata definita "lampo". E proprio sulla velocità con la quale si era risaliti all'aggressore si era espressa anche il procuratore aggiunto di Milano Letizia Mannella che in un'intervista al quotidiano "La Repubblica" aveva detto che questa operazione doveva servire da monito: "Gli uomini violenti devono sapere che la giustizia arriva, e arriva in fretta".

Le tracce del Dna e le immagini delle telecamere

L'uomo, a cui si è arrivati grazie alle analisi delle tracce di Dna sul corpo della vittima, era senza fissa dimora e dormiva nel mercato comunale dismesso di via Isernia, vicino al luogo della violenza. Oltre alle tracce genetiche, la polizia aveva trovato un frame di un video girato da una telecamera di sorveglianza in cui si vedeva chiaramente l'uomo che è stato poi riconosciuto dalla vittima.

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