Milano aumenta la tassa di soggiorno a 12 euro a notte per gli hotel a 5 stelle: il piano del Comune per il 2026

Cambia ancora la tassa di soggiorno a Milano. Dopo le cosiddette tariffe "olimpiche" entrate in vigore lo scorso 1 gennaio. la Giunta comunale ha deliberato una nuova rimodulazione che diventerà effettiva il prossimo 1 aprile. Grazie alla Legge Finanziaria 2026 approvata a fine dicembre, Palazzo Marino ha deciso di aumentare fino a 12 euro le tariffe per gli hotel a cinque stelle e di ridurre a 4 euro quelle previste per gli hotel a due stelle. La nuova tassa di soggiorno resterà in vigore per il 2026 e, secondo il Comune, non comporterà una sostanziale modifica delle previsioni di gettito.
Il decreto Anticipi di novembre 2025 aveva permesso ai Comuni del Veneto e della Lombardia, entro 30 chilometri dalle sedi di gara delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, di incrementare l’imposta per il 2026 fino a 5 euro a notte. Quelle che sono state chiamate le tariffe "olimpiche" prevedevano il pagamento di una tassa di soggiorno pari a 10 euro a notte per gli hotel a cinque e quattro stelle, di 7,40 euro nei tre stelle, di 5 euro nei due stelle e di 4 euro in quelli a una stella. Per le strutture extra-alberghiere l’imposta era di 9,50 euro per bed&breakfast, affittacamere, locazioni brevi e case vacanza, di 7 euro per le case per ferie e di 3 euro per ostelli e campeggi.
La Finanziaria approvata a fine dicembre, invece, ha dato la possibilità ai Comuni di incrementare la tassa di soggiorno di altri 2 euro. In virtù della nuova legge di bilancio, la Giunta del Comune di Milano ha deciso di rimodulare la tassa di soggiorno, distribuendo le tariffe in modo diverso. Innanzitutto, la tariffa per gli hotel a cinque stelle è salita a 12 euro a notte, mentre per quelli a quattro stelle resta a 10 euro. Gli hotel a tre stelle vengono uniformati a 7 euro, mentre i due stelle scendono a 4 euro e gli alberghi a una stella a 3 euro. Restano invariate le altre tariffe.
Come ha spiegato l'assessora allo Sport Martina Riva, si tratta di un "intervento parziale", poiché la misura andrebbe rivista in modo strutturale in virtù del fatto che "in dieci anni il numero di turisti è raddoppiato, sostenendo costi crescenti in termini di servizi, pulizia, sicurezza, trasporti e gestione dello spazio pubblico". La nuova rimodulazione resta temporanea per il 2026 e gran parte del gettito resterà al Comune per finanziare turismo e servizi locali, mentre una quota minore sarà destinata allo Stato e a fondi nazionali.