Mazzette per appalti dei lavori nelle carceri di San Vittore, Opera e altre 4: si indaga sul Provveditorato lombardo

Un ingegnere del Provveditorato regionale per la Lombardia – Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria (Dap), un ex funzionario dello stesso Provveditorato e un imprenditore sono indagati dalla Procura di Milano con le ipotesi di reato, a vario titolo, di turbativa d'asta, falso ideologico e corruzione. Stando a quanto riportato da Ansa, le indagini coordinate dalle pm Giovanna Cavalleri e Giancarla Serafini sarebbero incentrate su alcune gare per l'affidamento e la gestione dei lavori in sei penitenziari lombardi: San Vittore e Opera a Milano e quelli di Pavia, Como, Brescia e Monza.
Le indagini sulle gare per i lavori nelle carceri
Gli investigatori del nucleo di polizia Economico Finanziaria della guardia di finanza di Milano stanno eseguendo da questa mattina, giovedì 3 luglio, perquisizioni nei confronti degli indagati, procedendo anche con l'acquisizione di alcuni documenti negli uffici del Dap, che si trovano nei pressi di San Vittore. Al centro dell'inchiesta ci sarebbero le gare per l'affidamento di alcuni lavori di ammodernamento in alcuni istituti penitenziari lombardi.
Oltre all'ex funzionario del Provveditorato, risulterebbero indagati anche l'ingegnere con funzioni di progettista e direttore dei lavori nelle carceri in questione e il rappresentante legale dell'azienda che, secondo l'accusa, si sarebbe aggiudicato i lavori in cambio di mazzette. Le ipotesi di reato formulate in questa prima fase d'indagine sono di turbativa d'asta, falso ideologico e corruzione. Come riportato dal Corriere della Sera, il valore delle presunte fare pilotate sarebbe di diverse centinaia di migliaia di euro.
Le verifiche sui campi da calcio nelle carceri di Pavia e Como
L'inchiesta sarebbe nata, in particolare, da una denuncia del 5 giugno 2024 del Provveditorato regionale stesso e dalle verifiche della guardia di finanza in merito alla realizzazione dei campi da calcio negli istituti penitenziari di Pavia e Como. Per quanto riguarda Como, viene contestato ai tre indagati il falso per attestazioni non veritiere sulla regolare esecuzione dei lavori.
Secondo la Procura, sarebbero stati gonfiati i costi, con "variazioni del tutto ingiustificate, riguardanti sia l'ampiezza delle attività di scavo preventive, sia la fornitura dei materiali di riempimento", sarebbe stata comprata "sabbia per gli scavi" in "quantità del tutto sproporzionata" e i costi per i lavori pubblici non sarebbero stati "supportati da adeguata documentazione tecnica". Inoltre, per l'accusa nell'aprile del 2024 non risultavano eseguite "lavorazioni" come "fornitura e posa di bandierine", "fornitura di impianto elettrico", scavi, collegamenti di tubi per la fognatura e "pozzetti di ispezione".