Svolta nelle indagini della maxi rissa andata in scena l'8 gennaio scorso a Gallarate, in provincia di Varese, dove centinaia di giovani si riversarono in strada per dar vita ad una aggressione ai danni di altri coetanei. La polizia del capoluogo di provincia sta infatti eseguendo in questi minuti 17 provvedimenti cautelari emessi dal giudice per le indagini preliminari di Busto Arsizio (Varese) e dal giudice per le indagini preliminari per i minorenni di Milano. Molti di coloro che sono stati raggiunti dal provvedimento, infatti, hanno meno di 18 anni. Secondo quanto emerso dalle indagini della squadra mobile e del commissariato di Gallarate, i 17 hanno preso parte alla maxi rissa. Furono proprio gli agenti a disperdere la folla nei minuti subito successivi all'aggressione in pieno centro.

Le immagini della rissa, finite sui social e su internet, non lasciavano spazio a dubbi. Le centinaia di ragazzi, riunitisi probabilmente dopo essersi accordati sui social, si sono presentate con bastoni, bottiglie e catene, scatenando il panico tra i cittadini che hanno cercato di mettersi in fuga per non rimanere colpiti durante la confusione. Dopo quanto successo, il sindaco di Gallarate Andrea Cassani aveva dichiarato all'Ansa come fosse "difficile capire come sia potuta accadere una cosa del genere, che centinaia di ragazzi si siano dati appuntamento per un pestaggio di gruppo". Per il primo cittadino, l'avvenimento "deve farci riflettere tutti sull'educazione dei nostri figli". Infine, Cassani aveva aggiunto di credere che fosse "un allarme, forse una situazione dovuta alla mancata socialità, attività sportiva, un'aggressività spaventosa". Mentre il procuratore dei minori di Milano, Ciro Cascone, aveva definito l’episodio "una vera e propria rissa che ha rasentato la guerriglia urbana". A preoccupare ancora di più Cascone era il ruolo che hanno avuto gli spettatori, ovvero i "supporters" violenti. Il tutto rientrava in uno "schema di aggregazione tipica dell’età adolescenziale, caratterizzata da un codice di appartenenza che consiste nell’assumere comportamenti antisociali in nome di un malinteso senso di solidarietà amicale e territoriale".

Ora il Questore di Varese, Michele Morelli, ha disposto il "Daspo Willy" a 26 dei trenta giovani che hanno preso parte alla maxi rissa. Nel dettaglio, il provvedimento vieta ai ragazzi di entrare all'interno dei locali e nei negozi del centro di Gallarate. Se così non fosse i ragazzi rischiano l'arresto con pene da 6 mesi a 2 anni. E ancora: una multa da 8mila a 20mila euro.