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Massimiliano Lisa, candidato sindaco di Milano: “Gli elogi di Sala per Calabresi e Civita sono un bacio della morte”

Massimiliano Lisa, direttore del museo Leonardo3, si è candidatato a sindaco con la civica Milano Libera: niente partiti, casa al centro e stop alla vendita di San Siro. “Calabresi e Civita? Non vanno bene”, ha commentato a Fanpage.it.
A cura di Giulia Ghirardi
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Il direttore del museo Leonardo3, Massimiliano Lisa
Il direttore del museo Leonardo3, Massimiliano Lisa

Il direttore del museo Leonardo3, Massimiliano Lisa, si è candidato a sindaco con la lista civica "Milano Libera". Una scelta maturata dopo mesi di conflitto con l'amministrazione comunale e presa, come ha raccontato lui stesso, per reazione a ciò che ha visto funzionare male in città. "Ho toccato con mano molte cose che non vanno. Quando succede, o si sta a guardare oppure si agisce", ha spiegato Lisa a Fanpage.it. "Dopo 58 anni vissuti a Milano, ho deciso di entrare in politica per la mia città, per cambiare le cose in prima persona".

La nascita della lista Milano Libera di Massimiliano Lisa

La sua candidatura con "Milano Libera" nasce così: da un rifiuto e una rottura. Prima dell'estate arriva la chiamata di Marco Rizzo con l'offerta di correre per Democrazia Sovrana Popolare. Lisa dice no. "Troppi paletti, troppe linee guida decise da altri. Volevo avere le mie", ha spiegato a Fanpage.it. Da lì parte tutto: un programma di 96 pagine, scritto "fuori dai partiti" e "contro la logica dei partiti" perché Milano Libera si presenta come una lista civica "svincolata" e indipendente.

Lo spartiacque, nel suo caso, è la vicenda del Leonardo3il museo situato in Galleria Vittorio Emanuele II, dedicato a Leonardo da Vinci, che oggi è in causa con il Comune. "Ho toccato con mano quanto gli interessi politici di chi amministra Milano possano controllare la città, anche a discapito dei cittadini", ha commentato. "Sono interessi trasversali: esistono a destra ed esistono a sinistra". Il suo caso, ha aggiunto, è solo un piccolo esempio. "Ma lo stesso schema d'interessi si ripete da vent'anni per la città, soprattutto nell'ambito urbanistico".

Sul tema l'aspirante sindaco è netto. "Milano è diventata una città espulsiva. Non solo per i più poveri, ma anche per la classe media. Prezzi delle case fuori controllo, affitti impossibili, giovani che se ne vanno". La causa? "Da almeno vent'anni nelle nuove lottizzazioni non si fa compensazione di edilizia pubblica. Questo è il male assoluto di Milano che è diventata una città solo per mega-ricchi". E la responsabilità, secondo Lisa, ancora una volta sarebbe trasversale. Ecco perché una lista civica, secondo il direttore del museo, è necessaria: "Per raccogliere tutto quell'elettorato che non è mai andata a votare perché non si sentiva rappresentato dai partiti".

Alle accuse di essersi candidato per risolvere i problemi del museo, Lisa risponde secco. "Se venissi eletto sindaco, non potrei essere concessionario del Comune. La legge sul conflitto di interessi è chiara. Rinuncerò a qualsiasi cosa abbia a che fare con il museo". E sulla denuncia per diffamazione aggravata votata dalla giunta Sala, rilancia: "Non sono un diffamatore. Mi aspetto l'archiviazione. E a quel punto chiederò i danni a chi mi ha denunciato e, di fatto, diffamato".

Nessuna apertura, invece, a possibili alleanze in vista della comunali 2027 "perché, se si vuole cambiare davvero la città, bisogna essere indipendenti". Per Lisa, infatti, gli ultimi vent'anni di amministrazione hanno fallito e chi oggi si propone come alternativa, secondo lui, non lo è affatto. Su Mario Calabresi, possibile candidato per il centrosinistra, e Antonio Civita, proprietario della catena di paninoteche Panino Giusto, nella rosa dei candidati per il centrodestra, taglia corto: "Sala ha detto che sono buoni candidati. È il bacio della morte. Non sono il cambiamento di cui Milano ha bisogno".

Le priorità per il direttore del Leonardo3 sono chiare e non negoziabili. Prima la casa, poi il resto. "Non è possibile spendere 7 miliardi per le Olimpiadi senza aver risolto il problema abitativo, quello dei giovani che se ne vanno, della sicurezza". Sul dossier San Siro non usa mezzi termini: "Uno dei più grandi scandali di Milano". E qui promette battaglia: revoca della vendita e richiesta di danni agli amministratori responsabili.

L'ambizione di Lisa, infatti, è quella di essere "il sindaco di tutti per non escludere nessuno". Per questo Lisa parla di missione, non di potere. Di interesse pubblico, trasparenza e unificazione. Open data, funzionari liberi di parlare con la stampa, per mettere fine all'opacità come metodo di governo. Perché "in una città anestetizzata dai partiti e dai grandi eventi serve rimettere al centro una parola: liberazione", ha concluso l'aspirante sindaco a Fanpage.it. "Liberazione da un sistema che ha smesso di servire i cittadini". E questa, che piaccia o no, è già una frattura politica con il passato.

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