Mario Calabresi candidato sindaco a Milano? La frase del giornalista e l’appoggio di Giuseppe Sala

"Ne parleremo, oggi non è un tema". Con questa frase, pronunciata a margine della manifestazione indetta per protestare contro l'arrivo dell'ICE (Immigration and Customs Enforcement americano) a Milano, Mario Calabresi è tornato al centro del dibattito politico cittadino in vista delle comunali 2027.
Questo perché – di fatto – l'ex direttore di La Repubblica e La Stampa non ha sciolto la riserva sulla sua possibile candidatura a sindaco della città per il centrosinistra. La risposta, infatti, sembra non chiudere la porta, ma lasciarla, per la prima volta, socchiusa.
Il commento di Calabresi alla manifestazione anti-ICE
Nel corso della giornata di ieri, sabato 31 gennaio, alcune migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro la presenza dell'ICE in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Tra loro anche Mario Calabresi che ha chiarito subito la sua presenza in piazza: "È simbolica, non politica".
Un'affermazione che suona quasi come una linea di confine, subito però attraversata dal peso delle parole successive che sembrano delineare la sua idea di città. "In questa piazza mi sento bene, essere qui è importante e simbolico. È il nostro modo di dire che l'ICE è qualcosa di inaccettabile. Viaggiano a volto coperto, su auto senza targa, arrestano e uccidono". Poi la domanda dei cronisti: ha intenzione di candidarsi per le prossime comunali? "Ne parleremo. Oggi non è un tema", ha risposto il giornalista.
L'appoggio del sindaco Giuseppe Sala
A rendere il quadro più esplicito ci ha pensato il sindaco uscente, Giuseppe Sala, presente alla prima tappa del percorso di ascolto lanciato dal Partito democratico. "Penso che quella di Calabresi sia una buona candidatura", ha spiegato il primo cittadino, ricordando come già nel 2024 avesse espresso il suo placet sul nome del giornalista. "Certo deve passare da fare il giornalista e le analisi a proporre cose concrete", ha aggiunto Sala in vista delle comunali del 2027. Perché, ha sottolineato, "a dire che cosa non va siamo capaci tutti".
A chiudere il cerchio (per ora) è, poi, intervenuta anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, che ha scelto una linea di cautela. "Come al solito, come abbiamo fatto in questi anni, a Milano metteremo anzitutto avanti la costruzione della coalizione progressista più ampia e determinata per vincere le prossime elezioni. Poi valuteremo", ha dichiarato la segretaria prima di ribadire "piena fiducia nel partito milanese" nella gestione dei prossimi passaggi politici, assicurando che la segreteria nazionale cercherà di "dare una mano" nel percorso.