L'hanno chiamata "rimodulazione della strategia vaccinale", e ne spiegheranno esattamente il significato in una conferenza stampa in programma oggi alle 13. Ma intanto il senso delle parole pronunciate ieri dalla vice presidente e assessora al Welfare di Regione Lombardia Letizia Moratti e dal consulente Guido Bertolaso è chiaro: dare priorità, per quanto riguarda la vaccinazione contro il Covid-19, alle aree più colpite dal virus. Moratti ha ribadito questa linea anche in un'intervista al Corriere della sera, in cui ha sostanzialmente ribadito quanto illustrato ieri da Bertolaso. Un cambio nella strategia vaccinale che è la "seconda gamba" di una strategia di contrasto al virus che ieri ha visto anche l'istituzione di una zona arancione rafforzata nella provincia di Brescia, in 8 comuni della Bergamasca e in un Comune in provincia di Cremona.

Si cerca di arginare la terza ondata

Il tentativo è quello di arginare la terza ondata della pandemia che, come affermato ieri da Bertolaso, nel Bresciano è già in corso, con oltre 20mila contagi registrati da gennaio, un'escalation impressionante. "Dobbiamo mettere in campo due azioni – ha detto Moratti al Corsera -. La prima è un’azione di mitigazione. Stiamo tenendo sotto controllo sanitario il territorio in modo da poter intervenire in maniera preventiva e circoscrivere le aree critiche in base al numero di persone positive superiori a 250 per ogni 100 mila abitanti e al numero di ricoveri in ospedale e in terapia intensiva". La seconda è, appunto, un "cambio nella strategia vaccinale. Da una parte mantenere e portare a conclusione le vaccinazioni per il personale sanitario, le Rsa, il personale e gli ospiti delle strutture sociosanitarie e gli over 80. Dall’altra concentrare prioritariamente le risorse vaccinali nelle aree critiche in modo da contenere il contagio".

Le persone da vaccinare con priorità sono 120mila

La fascia individuata prioritariamente è quella dei Comuni al confine tra le province di Brescia e Bergamo: il target sono 120mila persone che dovrebbero essere vaccinate a partire da domani, giovedì 25 febbraio, utilizzando i vaccini Astrazeneca, il cui uso è stato esteso fino ai 65 anni con l’allungamento da 10 a 12 settimane per la seconda dose. L'obiettivo è ambizioso e difficile, insomma, anche considerando che proprio ieri AstraZeneca ha comunicato un nuovo taglio alle forniture all'Unione europea. Riguardo alle altre fasi già in corso della campagna vaccinale, Bertolaso aveva evidenziato ieri in una nota che "non si ridurrà nemmeno di una unità la somministrazione dei vaccini" agli over 80. Decisive saranno comunque le dosi a disposizioni, su cui Moratti si è mostrata ottimista: "Nelle prossime settimane ci sarà un aumento dell’invio delle dosi. Le previsioni dicono oltre 190mila vaccini di AstraZeneca nella prima settimana di marzo e oltre 220mila di Pfizer sempre a marzo".