La Lombardia attende col fiato sospeso il monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità (Iss) e del ministero della Salute sull'andamento della pandemia di Coronavirus, atteso domani venerdì 8 gennaio. Dai risultati del report si saprà infatti il destino della regione a partire da lunedì 11 gennaio, ossia la fascia di rischio all'interno della quale sarà collocata. Di certo c'è che oggi e domani la Lombardia sarà in fascia gialla "rafforzata" (cioè col divieto di spostamenti all'infuori dei confini regionali), mentre sabato 9 e domenica 10 come il resto d'Italia anche la regione padana sarà in zona arancione, con tutte le norme e limitazioni relative.

Il rischio di zona arancione anche da lunedì 11 gennaio

Ma il rischio, per una regione che ha attraversato tutti i "colori" di rischio e aveva "guadagnato" la zona gialla lo scorso 13 dicembre, prima del subentro delle restrizioni natalizie, è che lunedì 11 si possa rimanere ancorati alla fascia arancione: significherebbe il divieto di uscire dal proprio comune a meno di comprovati motivi di lavoro o salute e la chiusura per bar e ristoranti (tranne che per asporto o domicilio). Per quanto riguarda il rientro a scuola in presenza (ma al 50 per cento) per le superiori, atteso per lunedì 11 gennaio, si attende invece una riunione del Cts (Comitato tecnico scientifico regionale) prevista per oggi alle 16.

L'ultimo monitoraggio e le nuove regole

Nell'ultima riunione della cabina di regia dello scorso 30 dicembre, in Lombardia si è stimato un indice di contagio Rt puntuale pari a 1, pari alla soglia di allerta (con valore 1), inserendo la regione tra quelle a rischio moderato. Questo scenario, unito ai nuovi criteri per l’individuazione degli scenari di rischio decisi dal cosiddetto "decreto ponte" del governo, potrebbe determinare ulteriori restrizioni per la Lombardia e il ritorno della fascia arancione.

Il monitoraggio della Fondazione Gimbe: incremento dei nuovi casi

Al momento, ad anticipare il report di Iss e ministero della Salute c'è il monitoraggio della Fondazione Gimbe, think tank in ambito sanitario, che descrive una situazione poco rosea in tutta Italia: "A cavallo del nuovo anno i dati documentano l'inversione della curva dei nuovi casi, in calo da 6 settimane consecutive, e l’incremento percentuale dei casi totali (5,5 per cento vs 4,6 per cento) – ha commentato il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta -. Numeri sottostimati dalla decisa frenata dell’attività di testing nelle ultime due settimane accompagnata dal netto aumento del rapporto positivi/casi testati che schizza al 30,4 per cento". Analizzando i dati relativi alla settimana 29 dicembre 2020 – 5 gennaio 2021 diffusi dalla Fondazione (fonte Agenas) e relativi alla Lombardia, si nota come quattro di sei parametri siano in peggioramento: l'incremento percentuale dei casi (2,9 per cento), anche se più basso rispetto a quasi tutte le altre regioni, i casi testati per 100.000 abitanti (427), il rapporto tra positivi e casi testati (35,9 per cento) e la percentuale di posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti positivi al Covid, pari al 38 per cento. Guardando invece il bollettino giornaliero diramato dalla Regione Lombardia, colpisce in negativo un dato che è tornato da due giorni ad aumentare dopo settimane col segno meno: è quello relativo ai ricoveri non in terapia intensiva. Il 5 gennaio il saldo tra dimissioni e nuovi ingressi è stato di più 117 persone ricoverate, ieri invece il saldo è stato di più 80 ricoveri. Un'inversione di tendenza che preoccupa.