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L’ex consigliere comunale di Brescia indagato per violenza online su minori: “Due anni troppo piccola, meglio 14”

Iyas Ashkar, 47 anni, da venerdì ex consigliere del Comune di Brescia, è indagato con l’accusa di violenza su minori online e a distanza. Fanpage.it ha visionato i documenti in cui sono riportate le chat tra Ashkar e i “vendor” per l’acquisizione di materiale pedopornografico.
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Iyas Ashkar (foto LaPresse)
Iyas Ashkar (foto LaPresse)

Iyas Ashkar, 47 anni, ex presidente della commissione Commercio di Brescia, eletto nella lista della sindaca Laura Castelletti e dimessosi da consigliere del Comune di Brescia venerdì scorso per "motivi personali", è indagato con l'accusa di violenza su minori avvenuta a distanza e online nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano Live distant child abuse condotta dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online della Polizia Postale e coordinata dal procuratore di Milano Marcello Viola. Dalle chat scoperte dalla polizia – e visionate da Fanpage.it – emergono dettagli raccapriccianti relativi alla scelta e all'acquisizione del materiale pedopornografico.

Secondo quanto emerge, gli accertamenti sarebbero stati effettuati soprattutto nell'ambito di un'operazione di Cooperazione Internazionale di polizia dell'Agenzia Homeland Security Investigation (HSI) con il supporto del Dipartimento di Giustizia (DOJ) e la Sezione Sfruttamento Sessuale dei Minori – Child Exploitation and Obscenity Section (CEOS).

L'attività investigativa riguarda i vendor, utenti che vendevano a clienti paganti in tutto il mondo spettacoli webcam di live streaming che sarebbero stati realizzati sfruttando minori sessualmente abusati da remoto. 

Le chat di Iyas Ashkar

Fanpage.it ha potuto visionare le chat Skype che Iyas Ashkar avrebbe scambiato negli anni – a partire dal 2017 – con almeno sei diversi "vendor" per trattare e accordarsi su quale materiale pedopornografico acquisire. 

Nella prima chat, risalente a periodo tra maggio e giugno 2017, un vendor avrebbe offerto a Iyas Ashkar un video di una bambina di due anni, ma sarebbe stato rifiutato perché la bambina sarebbe stata troppo piccola e non adatta ai suoi interessi. Allora il vendor avrebbe proposto altre bambine di 8 e 12 anni. Alla fine si sarebbero accordati per una bambina di 14 anni, che sarebbe stata adatta per realizzare spettacoli online privati in modalità "no full nude" – non completamente nuda – ma con abiti sexy e un "trucco leggero", secondo le richieste di Iyas Ashkar.

In un'altra chat invece emergerebbe l'interesse di Iyas Ashkar nell'acquisire video in cui minori "tra i 10 e i 12 anni" realizzino balletti sexy "soft" e "non volgari" ("no vulgar things"). E in un'altra chat ancora, l'ex consigliere comunale avrebbe richiesto espressamente video di bambine, sempre "in abiti sexy e con trucco leggero" disponibili per balletti sexy in privato.

Dopo aver espresso i propri interessi e specificato nel dettaglio quale materiale avrebbe voluto acquisire, Iyas Ashkar e il vendor avrebbero trattato sul prezzo e sulle modalità di pagamento. In alcuni casi, l'acquisizione di un video richiesto sarebbe costato intorno ai 40 dollari (33 euro circa). Il pagamento sarebbe avvenuto tramite Paypal.

Le dichiarazioni di Iyas Ashkar

Appena appresa la notizia delle indagini, Iyas Ashkar – che venerdì scorso, 30 gennaio, si è dimesso da consigliere comunale per "motivi personali" – avrebbe dichiarato: "Prendo nettamente le distanze dagli addebiti e chiedo di poter rispettare i tempi necessari della giustizia in cui credo fortemente".

Poi avrebbe proseguito affermando: "Ho appreso di essere sottoposto a indagine preliminare e ho nell'immediatezza rassegnato le dimissioni dalla mia carica nel consiglio comunale di Brescia. Questa decisione è stata dettata dalla necessità di avere il tempo e lo spazio necessari per chiarire quanto prima la mia posizione con l'autorità giudiziaria e per il doveroso rispetto verso l'istituzione comunale".

Le altre persone coinvolte nell'inchiesta

Nell'ambito dell'inchiesta sono stati arrestati due uomini di 47 e 31 anni, rispettivamente di Trento e Reggio Calabria, con l'accusa di violenza sessuale online a distanza su minori e "detenzione e divulgazione di ingente materiale pedopornografico". Oltre a loro, si contano altri quattro indagati – tra cui Iyas Ashkar –  di età compresa tra i 47 e i 57 anni, residenti nelle province di Roma, Latina, Brescia e Milano. Per quanto riguarda il territorio lombardo, oltre a Iyas Ashkar, sarebbe coinvolto anche un altro uomo della Monza e Brianza: Giulio V., classe 1969, nato a Gorgonzola e residente a Cavenago Brianza (MB). A ciascuno di loro sarebbe stato trovato e sequestrato un importante quantitativo di materiale informatico, che verrà sottoposto ad analisi per ricostruire i fatti di indagine e "per appurare il coinvolgimento di ulteriori soggetti e l'identificazione dei minori coinvolti, in collaborazione con le agenzie internazionali".

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