Il sindaco di Lonate Pozzolo Nadia Rosa (Foto Facebook)
in foto: Il sindaco di Lonate Pozzolo Nadia Rosa (Foto Facebook)

"Venerdì 13 novembre, ho ricevuto una lettera intimidatoria anonima presso la mia abitazione. La stessa lettera è stata recapitata all’indirizzo del Comune e al domicilio di diversi consiglieri comunali di maggioranza e minoranza". A denunciarlo sulla sua pagina Facebook è Nadia Rosa, la sindaca di Lonate Pozzolo, in provincia di Varese, il comune al centro nell'ultimo anno delle operazioni antimafia della Direzione distrettuale antimafia di Milano che hanno svelato legami tra ex politici, funzionari pubblici e ‘ndrangheta. La sindaca Rosa è ora a capo dell'amministrazione comunale dopo che l'ex sindaco è finito al centro delle inchieste di Dda per presunti scambi di voti con esponenti vicini alla criminalità organizzata. Dal post della sindaca di legge: "Non si esclude che ce ne siano altre in consegna. Ho presentato denuncia contro ignoti per le offese e le gravi accuse e illazioni che contiene questa lettera, che considero intimidatoria e diffamatoria. Rendo pubblico questo fatto perché azioni come queste non vanno nascoste, specialmente in un contesto come quello di Lonate Pozzolo. Ogni offesa, diffamazione, intimidazione o minaccia verrà sempre da me denunciata alle Forze dell’Ordine".

Il legame tra politica e ‘ndrangheta nel 2014

Si possono solo fare ipotesi sui mandanti delle lettere. Certo è che la mente non può non andare ai recenti fatti di cronaca: la locale di ‘ndrangheta di Legnano e Lonate Pozzolo, secondo gli inquirenti, ha fatto affari con professionisti e politici. Un rapporto quello tra criminalità organizzata e politica che avrebbe inciso nelle elezioni comunali del 2014: tra i protagonisti spiccano l'ex sindaco Danilo Rivolta che, secondo le accuse, sarebbe riuscito a conquistarsi il municipio di Lonate Pozzolo servendosi dell'appoggio di Cataldo Casoppero, condannato lo scorso 25 settembre in primo grado dal Tribunale di Busto Arsizio a 14 anni di reclusione perché riconosciuto uomo di punta della ‘ndrangheta sul territorio, e dei suoi 300 voti sicuri in cabina elettorale. In cambio del pacchetto di voto, Rivolta avrebbe promesso che una volta eletto avrebbe assegnato un assessorato a una candidata gradita alla famiglia di ‘ndrangheta.

Il pm Cerreti: "A Lonate tutto era alla luce del sole"

A capo delle indagini su Lonate Pozzolo c'è il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Milano Alessandra Cerreti che a Fanpage.it ha spiegato che la ‘ndrangheta qui, così come nel resto della Lombardia, "mira al centro del potere e quindi alle amministrazioni politiche. Cercano un canale comunicativo e spesso lo trovano nei piccoli paesi di provincia. Ma non per questo vuol dire che non cerchino di infiltrarsi nella politica delle grandi città. È sicuramente più difficile perché il politico è più esposto mediaticamente, ma ci provano". Sulla situazione specifica del comune del Varesotto la pm ha detto: "A Lonate Pozzolo era tutto alla luce del sole: c'erano reati spia come incendi, linciaggi e percosse nel centro della piazza del paese. Ma nessuno ha detto o fatto nulla".

Tanti i messaggi di solidarietà al sindaco dopo la sua denuncia

In tanti hanno mandato messaggi di solidarietà alla sindaca dopo la sua denuncia. Tra le tante associazioni c'è anche Carovana Antimafia dell’Ovest Milano che in un comunicato ha scritto: "Esprimiamo la massima solidarietà vicinanza al primo cittadino e ai suoi collaboratori. Già nelle scorse settimane gli amministratori erano stati bersagliati con commenti vergognosi sui social network da parte dei parenti di alcuni presunti mafiosi della zona". La lettera intimidatoria è infatto solo l'ultimo atto di una serie di episodi incresciosi, come appunto i commenti e le accuse piovute sui social da parte di alcuni familiari di persone condannate per ‘ndrangheta dopo la puntata andata in ondata su Report proprio sul caso di Lonate Pozzolo.