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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

L’avvocato Lovati si candida sindaco di Vigevano: “Già scelto il partito, valuterò se lasciare il mio lavoro”

L’avvocato Massimo Lovati, ex legale di Andrea Sempio per il delitto di Garlasco, si candida a sindaco di Vigevano: “Il partito è Democrazia sovrana e popolare, se sarò eletto deciderò se lasciare l’avvocatura”.
A cura di Giorgia Venturini
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L’avvocato Massimo Lovati
L’avvocato Massimo Lovati
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L'avvocato Massimo Lovati, ex legale di Andrea Sempio per il delitto di Garlasco, ha deciso di candidarsi a sindaco di Vigevano, città in provincia di Pavia. "Non ho ancora deciso se lascio l'avvocatura, devo vedere se sarò eletto", precisa subito.

La notizia è stata data dal suo avvocato Fabrizio Gallo al programma tv "Mattino 5". A Fanpage.it Lovati spiega che sa già con quale partito si candiderà e che è stato spinto dal fatto che ci sono alla base belle idee: "Il partito è Democrazia sovrana e popolare, mi piacciono le loro idee. Quali? Sono tante. Il nostro leader è Marco Rizzo". L'avvocato precisa più volte che valuterà successivamente se lasciare il suo lavoro per questo eventuale nuovo ruolo da primo cittadino: "Per ora no, un conto se sarò eletto. Nel caso valuterò solo dopo".

Lovati è stato bersaglio di diverse minacce, anche nell'ultimo mese. Ma cosa è successo? "Mi chiamano numeri privati e sconosciuti e mi minacciano di morte. Mi dicono che mi faranno fare la stessa fine di Davide Rossi (ovvero il capo della comunicazione della Banca Monte dei Paschi di Siena morto precipitando dalla finestra e per cui ora si sta indagando per omicidio e non più per suicidio)". Le minacce sono tante, ma l'avvocato tiene a sottolineare che la sua eventuale decisione di lasciare il lavoro da avvocato non ha nulla a che fare con queste chiamate: "Io me ne frego".

Massimo Lovati è stato per anni l'avvocato di Andrea Sempio, l'attuale indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. Lo scorso ottobre Sempio gli ha revocato l'incarico dando questa motivazione: "È stata una decisione tutt’altro che presa a cuor leggero. Abbiamo avuto un incontro con l’avvocato Lovati in cui io speravo di appianare alcune divergenze, alcune idee diverse che avevamo sulla strategia difensiva. Purtroppo, questo non è stato possibile. L’avvocato Lovati, secondo me, è sempre un grande penalista. È una persona per cui io ho tanta stima e tanto rispetto. Ha una sua visione, lui va dritto per la sua strada, non era possibile avere un altro tipo di dialogo con lui. Questa è stata la ragione principale che ci ha portato alla separazione. L’aspetto mediatico, tutto quello che è successo negli ultimi tempi, è stato sì importante, ma non è nemmeno un terzo delle ragioni che ci ha portato a dividerci".

Lovati aveva spiegato che era amareggiato per questa decisione precisando anche che "il mio errore è il mio modo di pormi con la giustizia, con i media, con i clienti, con i miei colleghi e con i magistrati. Ho un modo tutto mio per pormi e questo non è piaciuto evidentemente al mio assistito". Poi, ha aggiunto che "Andrea mi ha chiamato a mezzogiorno comunicandomi che mi aveva revocato il mandato difensivo. Le motivazioni non sono per Corona o per quello che ho detto, ma per le linee difensive che non gli piacciono più, che vuole mutare. Non andava più d'accordo con l'idea difensiva".

Certo è che la revoca del mandato è arrivata dopo l'intervista fatta nel suo studio con Fabrizio Corona che aveva sollevato non poche polemiche. "Corona mi aveva detto che avremmo fatto un film e che io ero Gerry La Rana, avevo bevuto", aveva tenuto a precisare Lovati. Ora per lui non ci sarà (forse) un film ma sicuramente una campagna elettorale e (forse) l'elezione a sindaco di Vigevano.

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