L’arrivo della metro a Baggio cambierà la vita del quartiere di Milano che vive come un paese a parte

È nato prima l’uovo, la gallina o l’idea di allungare la metro rossa M1 fino al quartiere di Baggio a Milano? Qualunque sia la risposta, dopo decenni di progetti mai realizzati e bandi non aggiudicati, lo scorso 25 febbraio sono ufficialmente partiti i lavori per la realizzazione delle tre fermate (Parri-Valsesia, Baggio, Olmi) che collegheranno l’estrema periferia ovest al resto della città. Questo scenario era atteso da tantissimo tempo: durante una passeggiata nel parco di Baggio, Laura, cittadina in pensione, ha dichiarato a Fanpage.it che già trent’anni fa il padre, dipendente del comune, le raccontava di un possibile allungamento della metro. Oggi tutto ciò sta diventando realtà, ma gli abitanti storici del quartiere non sembrano poi così entusiasti di questo nuovo scenario metropolitano.
Dove si trova il quartiere Baggio a Milano
All’estremità del Municipio 7, Baggio è uno degli antichi comuni inglobati da Milano negli anni Venti e ha sempre lottato per conservare la sua identità, il suo campanilismo, la sua vita di paese. E infatti arrivare a Baggio è come lasciarsi alle spalle le fatiche della metropoli senza abbandonare Milano. Al termine di Via Forze Armate sorge la Chiesa Vecchia di Baggio, un edificio costruito tra il decimo e l’undicesimo secolo che avrebbe potuto contendersi già da tempo un posto nelle classifiche delle attrazioni di Milano se non fosse stato penalizzato dalla sua posizione periferica.

I dubbi degli abitanti
E proprio a Baggio arriverà la metro. I lavori sono iniziati, ma i cittadini storici reagiscono con freddezza a questa futura vicinanza con il resto della città. Nel quartiere il parere diffuso è quello di considerare Baggio come un’oasi felice che non sente il bisogno di essere collegata meglio di così. L’atteggiamento dei più anziani è di indifferenza perché "quando entrerà in funzione saremo già morti", per tutti gli altri ciò che più preoccupa è la vita di città che, bussando alle porte di Baggio, potrebbe danneggiare quella del paese a causa del turismo e dell’arrivo di gente indesiderata. C’è anche chi la pensa diversamente, cioè tutte quelle persone che vivono Baggio come dormitorio, ma lavorano in altri quartieri di Milano. La metro ridurrebbe di circa una mezz’ora il tempo del viaggio verso un qualunque altro punto della città.

Il ruolo della biblioteca
“Sicuramente – rivela Abo, all'anagrafe Alberto Di Monte, a Fanpage.it – il progetto del prolungamento è divisivo, ma non solo tra favorevoli e contrari. In ciascuno di noi coesistono queste due tensioni". Abo è uno dei bibliotecari più attivi sul sociale, che ha vissuto nel quartiere fino ai 18 anni per poi tornare dopo i 30. Si è definito un "agitatore culturale" e lavora nella biblioteca, collocata nel parco di Baggio, uno dei centri culturali più importanti. Scrive libri, organizza eventi, contribuisce a tenere viva la coscienza collettiva di Baggio. Spiega che la distanza, non tanto geografica, ma dal punto di vista dei collegamenti, ha reso il quartiere meno appetibile per molto tempo. Anche perché gli è rimasto incollato un immaginario legato alla criminalità che forse era credibile fino alla metà degli anni Novanta. Ora tutto sta cambiando e continuerà a cambiare con la costruzione della metro.

"Baggio – aggiunge Di Monte – potrebbe essere la prossima Dergano, che a sua volta si è trasformata nella nuova Isola, con la differenza che Baggio è vicino alla tangenziale, il confine della città". Dergano ha radicalmente cambiato il suo tessuto sociale quando il suo centro è stato pedonalizzato e riqualificato. Diversi progetti del comune mirano a valorizzare lo spazio pubblico come luogo di aggregazione al centro dei quartieri, ad ampliare le aree pedonali e a promuovere forme sostenibili di mobilità a beneficio dell'ambiente e della qualità della vita in città. Alcuni dei risvolti di questa politica sono i prezzi degli immobili schizzati alle stelle e il quartiere che, svuotato dei suoi vecchi abitanti, ne attira di nuovi più ricchi. Abo specifica: "Starei attento ad assumere posizioni conservatrici, a me per esempio piacerebbe che il centro storico di Baggio fosse pedonalizzato. La metro è una grande possibilità solo se è funzionale ad apportare miglioramenti al quartiere, se si rivolge alla platea dei cittadini che lo abitano".
Gli aumenti dei costi delle case a Baggio
Dal punto di vista economico, la metro è un acceleratore di un processo iniziato da tempo. Secondo i dati di Immobiliare.it, i prezzi delle case di Baggio sono già aumentati del 45 per cento negli ultimi sette anni, da gennaio 2019 a gennaio 2026. A causa delle nuove tre fermate, è plausibile che i costi continuino a salire. Certo, una casa a Baggio non potrà mai valere quanto una casa a Garibaldi, ma se le case in centro continuano a salire di prezzo, le periferie non possono che seguire la tendenza.
Con l’arrivo della metro, l’equilibrio di Baggio rischia di essere stravolto. "Il vero problema – ha commentato Lucia Tozzi, giornalista e studiosa di politiche urbane, a Fanpage.it – è che si cerca di uniformare tutto al valore più alto e le conseguenze per il ceto medio sono serissime, con i quartieri che si svuotano a causa dei costi inaccessibili ai più. Non c’è dibattito, nessuno osa contestare la visione di una Milano inclusiva, ma che poi nei fatti è respingente". Secondo la studiosa, una certa responsabilità è anche della sinistra che sin dagli anni Settanta ha sempre avuto un rigetto per la pianificazione urbana. Si pensava che gli immobili andassero gestiti dal basso con le sommosse popolari e non dall’alto con l’intervento pubblico. La conseguenza è che: "Manca una regolamentazione e, senza di essa, vincono sempre i grandi interessi finanziari". Comunque vada, Baggio sarà finalmente ben collegata al resto di Milano, sospesa più di prima tra il sentirsi paese e il far parte di una metropoli.