Lacerenza in discoteca con le candele bengala a Milano, il video dopo la polemica: “Buttiamole via”

Prima la nottata in discoteca a Lainate (Milano), animata da bottiglie di champagne e candele scintillanti. Poi il video pubblicato il giorno dopo su Instagram, con tanto di appello per un divertimento più sicuro.
È la polemica che ancora una volta ha travolto Davide Lacerenza, ex patron della Gintoneria ora libero dopo il patteggiamento sull'inchiesta per un presunto giro di droga e prostituzione nel celebre locale milanese e ripreso ieri mentre era ospite al Line Club di Lainate, circondato dagli stessi candelotti pirotecnici che hanno scatenato il drammatico incendio di Capodanno a Crans-Montana. Tante piccole fiamme vive, tenute in mano da giovanissime ragazze e attaccate alle costosissime bottiglie da stappare, che sfiorano le tende e il soffitto.
"Ieri sono stato in un locale e molti mi hanno criticato", ha spiegato così il "King" delle notti meneghine nel suo ultimo video social, dove si inquadra tra le mura del suo appartamento proprio con una candela bengala tra le mani. "Mi sono arrivati tanti messaggi di ragazzi per sensibilizzare le discoteche e i locali a non usare queste fiammelle. Anche se era tutto ignifugo e in sicurezza, perché non cambiare? Nelle prossime settimane andrò in tante discoteche e dirò che esistono fiammelle a led bellissime, bisogna rinnovarsi perché queste fiammelle ormai hanno rotto le scatole. Solo accendendola mi sono scottato la mano", ha raccontato l'ex compagno di Stefania Nobile ai suoi quasi 300mila seguaci.
"Ora mettete tutte le vostre ragazze immagine in strada con le fiammelle, le accendete. Poi fate vedere che le buttate via tutte, mi taggate e io vi condivido", ha concluso Lacerenza, che ha potuto chiedere la misura alternativa al carcere per seguire un percorso di disintossicazione dalle sostanze. "Magari avete una discoteca che non è tanto famosa e vi faccio diventare famosi. Facciamo le discoteche in sicurezza. Io più di questo non posso fare. Buttate via queste cavolo di fiammelle, non aspettiamo che sia lo Stato a proibirle".