“La Regione restituirà allo Stato 600mila euro destinati ai disabili”, l’indignazione della consigliera Noja

Un uomo o una donna con disabilità per vivere la propria quotidianità – per esempio alzarsi dal letto, vestirsi, uscire per fare la spesa, andare a lavorare – ha bisogno di qualcuno che l'aiuti. Un assistente o un caregiver. Senza questo sostegno diventerebbe difficile, se non impossibile, avere autonomia e indipendenza. La persona disabile può richiedere questo sostegno – o altri di cui ha bisogno, in base alle proprie esigenze – rivolgendosi ad associazioni o enti, che le forniscono un budget per coprire tutte le spese necessarie. In altri casi, i soldi, sempre rendicontati, possono essere destinati direttamente al disabile che se li gestisce da sé. Questo, e molto altro, avviene nell'ambito del progetto Vita Indipendente, sostenuto da Regione Lombardia attraverso il Piano regionale per la Non Autosufficienza. Il progetto è redatto con la diretta partecipazione della persona con disabilità in base alla sua personale situazione.
Vita Indipendente è un progetto "rivoluzionario" – come spiega a Fanpage.it Lisa Noja, consigliera regionale di Italia Viva – a cui sono stati destinati però solo 2 milioni di euro dei 90 previsti nel piano triennale 2019-2021 per la Non Autosufficienza. "Di questi 2 milioni di euro non ne sono stati spesi circa 582mila euro e per questo dovranno essere restituiti al Ministero" denuncia sempre Noja. E continua: "Dover restituire dei fondi è una sconfitta per tutti, soprattutto se si considera che 2 milioni di euro sono pochissimi per le oltre 350mila persone con disabilità che hanno diritto ad attivare questi percorsi. Perdere anche un solo euro è grave. Perderne oltre un quarto è inaccettabile".
L'indignazione di Noja è diventata un'interrogazione, presentata in Consiglio regionale, con la quale chiede conto di questa restituzione e soprattutto "quali siano le motivazioni – e se siano state richieste alle Agenzie di Tutela della Salute (ATS) – alla base del mancato utilizzo dei fondi destinati alla Vita Indipendente". Noja nell'interrogazione chiede anche "se in vista dell’adozione del Piano Nazionale Non Autosufficienza 2025-2027, la Giunta regionale sia a conoscenza delle risorse che lo Stato destinerà alla Regione e come intenda implementare una programmazione di impiego delle stesse e un sistema di monitoraggio sulla capacità di spesa delle ATS, al fine di garantire la piena utilizzazione dei fondi per realizzare il maggior numero possibile di progetti di vita".
Secondo Fortunato Nicoletti, vicepresidente dell'associazione Nessuno è Escluso, impegnata a sostenere le famiglie che convivono con una disabilità grave o gravissima, a Fanpage.it ha spiegato che questa situazione rappresenta "l'ennesima conferma della incapacità, consapevole, di utilizzare i fondi da parte degli enti locali, attestando che non è quasi mai una questione di mancanza di fondi, ma della modalità del loro utilizzo. Si pensa che sia tutta inadeguatezza o incapacità e spesso c'è anche questo, ma la verità è un'altra anche se nessuno ha il coraggio di pronunciarla".
E prosegue: "E allora la questione è molto più semplice ma allo stesso tempo grave: fin quando ci saranno organizzazioni del terzo settore potentissime, oggi infiltrate pure tra i ministeri, che promuovono istituzionalizzazione e segregazione, in direzione opposta della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, gestendo migliaia di centri, residenze e decine di milioni all'anno al pari di vere imprese, non cambierà mai nulla se non in peggio".