
Mesi e mesi di discussione. Prima le dimissioni di Giancarlo Tancredi, travolto dall'inchiesta della Procura sull'edilizia cittadina, e il conseguente toto-nomi sul possibile successore in grado di gestire, in questo particolare momento storico, una materia così scottante come l'Urbanistica. Poi, una volta passato il caldo dell'estate e ripreso il ritmo della città, ecco che si cambia rotta: perché non approfittare della poltrona appena lasciata vuota a Palazzo Marino e nominare un assessore, sì, ma stavolta alla Sicurezza (rimasta dal marzo 2025 nelle mani del sindaco Beppe Sala, che dopo un giro di deleghe l'aveva tolta all'ex responsabile Marco Granelli)?
Insomma, niente super esperti alla Franco Gabrielli, la cui avventura sotto la Madonnina è durata poco più di un anno (dal 2 ottobre del 2023 al 6 febbraio 2025), ma un vero e proprio delegato comunale impegnato a tempo pieno sull'argomento che – c'è da starne certi – sarà in grado di spostare l'ago della bilancia in occasione della prossima campagna elettorale.
La diatriba, però, sembra non finire mai. Soprattutto perché Azione, dopo aver definitivamente chiuso a Forza Italia per restare nel campo riformista, chiede con sempre più forza l'inserimento in giunta di un elemento del partito di Carlo Calenda, con l'intento di orientare il termometro della coalizione verso il centro come da sempre è desiderio dello stesso sindaco Beppe Sala ("Senza il centro a Milano non si vince", erano state le sue parole proprio a Fanpage.it). Niente da fare. Un fantomatico "veto dei Verdi" interrompe la corsa di Azione, che si sfila con sdegno ("Non siamo più disposti a partecipare a un confronto in cui non trovano spazio le priorità della città").
E quindi? Torna il toto candidati, setacciati nel mondo delle istituzioni e delle forze dell'ordine cittadine: in vetta, per qualche giorno, resta il nome di Tullio Mastrangelo, comandante dei vigili urbani durante le amministrazioni guidate da Letizia Moratti e Giuliano Pisapia. "Metteremo fine alla questione entro la fine della settimana", aveva intanto garantito Sala nei giorni scorsi. E dopo sei mesi il nuovo rimpasto, come promesso, arriva puntuale oggi, mercoledì 21 gennaio. Solo che di assessori alla Sicurezza non c'è neanche l'ombra.
Al suo posto, a sorpresa, fa il suo ingresso il consigliere comunale Marco Mazzei, nominato responsabile dell'Edilizia scolastica e dello Spazio pubblico con delega alle politiche inerenti all’arredo urbano e alle “piazze aperte”. Mentre, sulla questione sicurezza, il Sala chiarisce che sarà lui a tenere la delega, affiancato però da due organismi appositamente istituiti: un Comitato per la sicurezza cittadina e un Osservatorio per la promozione di politiche di sicurezza democratica, costruito in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano con il fine di "promuovere la conoscenza dei fenomeni e delle dinamiche legate alla sicurezza" e, come spiegano da Palazzo Marino, di "migliorare la capacità di gestire i problemi nel rispetto dei diritti e delle libertà".

Insomma, per il momento, l'effetto è quello del fumo negli occhi. Molta teoria, poca pratica. Quali saranno le reali funzioni di questi nuovi enti che lavoreranno in task force direttamente con il primo cittadino? Quali i provvedimenti presi nel concreto contro reati di strada, piccola criminalità, furti e borseggi? E qual è il senso di "promuovere la conoscenza" dei "fenomeni legati alla sicurezza", chi sono i destinatari? Quali le politiche di prevenzione? Quel che è certo è che, nel caso del Comitato, a prendere parte saranno lo stesso sindaco, il comandante della Polizia locale Gianluca Mirabelli, l'assessore Marco Granelli, Angelo Giuseppe Re, già questore di Sondrio, e Tullio Mastrangelo. Mentre l'Osservatorio sarà coordinato da Roberto Cornelli, ordinario di criminologia e tra i principali studiosi italiani in materia di politiche di sicurezza, con particolare riferimento alle trasformazioni sociali e ai nuovi fattori di rischio nelle città contemporanee.
Del resto il tema è complesso, si sa, e non basta certo aumentare il personale delle forze dell'ordine o intensificare controlli in strada per arginare un problema che ha tantissime concause. In primis, il terreno che dona linfa alla stragrande maggioranza dei fenomeni di criminalità, ovvero quello di una città dove le diseguaglianze sono sempre più marcate. Una metropoli europea dove nel giro di pochissimi chilometri convivono il lusso più sfrenato dei patrimoni internazionali e la marginalità dei ceti più fragili (tra cui ormai sta rientrando a tutti gli effetti anche la piccola borghesia), relegati nelle periferie private di sviluppi immobiliari e investimenti statali. E dove oltre a povertà, mancanza di reti sociali e difficoltà di accesso a un bene essenziale come la casa crescono di conseguenza anche senso di esclusione, rabbia, conflitti urbani.
Insomma, ben venga l'idea di affrontare la questione in maniera articolata visto che, al di là delle bande dei ladri di Rolex che infestano via della Spiga e occupano i titoli dei giornali, il problema impatta in fondo proprio sugli abitanti dei quartieri più in difficoltà. E proprio per questo, nel caso specifico, l'impressione è che il sindaco Sala abbia perso un'importante occasione per dare un segnale politico forte. Per intestarsi pubblicamente, con l'istituzione di un apposito assessorato alla Sicurezza, il tema che l'opposizione utilizzerà (e già utilizza da tempo) come un potentissimo cavallo di Troia per vincere le elezioni del 2027, senza lasciarlo in pasto alla politiche securitarie e repressive della destra e a chi – secondo le sue stesse parole – "vuole fare apposta del male a Milano" attraverso un vero e proprio "accanimento" fatto di "falsi report sui ricchi" e continue classifiche sulla crescente pericolosità del capoluogo lombardo.

L'impressione, al momento, è proprio quella che Sala abbia sottovalutato la questione, derubricata a mera "volontà politica e mediatica di colpire la città", e abbia approfittato della poltrona vacante per rafforzare il suo "fronte" all'interno della giunta. Sì, perché l'entrata del consigliere comunale Marco Mazzei va di fatto a rimpolpare i fedelissimi della lista "Beppe Sala Sindaco" Martina Riva ed Emmanuel Conte (delfino di Sala e suo erede in pectore in caso di primarie di coalizione), affiancati dall'ex assessore chiamato direttamente da Firenze (nonché pupillo di Stefano Boeri) Tommaso Sacchi.
Una scelta piovuta dal cielo, le cui deleghe allo Spazio pubblico e Edilizia scolastica lasciano decisamente perplessi: con le caselle dell'Urbanistica e della Sicurezza scoperte (o meglio, direttamente nelle mani dei già super-impegnatissimi Beppe Sala e della sua vice Anna Scavuzzo), erano proprio necessarie? Perché scorporarle appositamente dagli assessorati della stessa Scavuzzo e dalla collega Gaia Romani? Sarà solo il tempo a dare le risposte giuste. Se ce ne sarà a sufficienza: l'anno e mezzo che separa la seconda amministrazione Sala dalla fine dell'ultimo mandato (e a una campagna elettorale che si annuncia più battagliera che mai), c'è da scommettere, passerà in men che non si dica.