La lettera della preside agli alunni bocciati: “Abbiamo perso una partita, non il campionato”

"Eccoti lì davanti al pc. Ci dovrebbe essere scritto: "Non ammesso alla classe successiva", oppure forse "Non ammesso agli esami". Immagino che ci starai odiando". Così, al termine di quest'anno scolastico 2022/2023, inizia la lettera scritta sui social da Giovanna Mezzatesta, preside del liceo scientifico Piero Bottoni in via Mac Mahon a Milano. Destinatari? Gli studenti bocciati.
"Bocciare significa aver fallito"
Un rimprovero? Tutt'altro. "Forse starai pensando che nel decidere questa cosa abbiamo voluto punirti, o addirittura che l’abbiamo fatto perché non ti sopportiamo. Non è così. Bocciare un ragazzo significa aver fallito. Ammettere di non essere riusciti a motivarti, a farti venir voglia di dare il meglio di te, o ad appassionarti".
"Certo, però, che un po’ anche tu…sì insomma, potevi dare di più! Ma non è mai solo questo", prosegue la lettera della preside agli alunni bocciati. "È come se ti avessi fatto un bel regalo e tu l'avessi buttato dentro a un cassetto. Niente riesce a togliermi dalla testa l’idea che, se il regalo è finito dentro il cassetto, è anche colpa mia che ne ho fatto uno non adatto a te".
La speranza per il futuro
Lo scritto della dirigente del liceo milanese, poi, si apre a righe di speranza. "Abbiamo giocato male e abbiamo perso una partita, non il campionato. Adesso pensi di essere un perdente e di perdere tempo, ma non è così: tra dieci anni nessuno si ricorderà più di questa bocciatura. Tutti guarderanno la persona che sarai diventato, non certo quanti anni ci hai messo a finire la scuola. E la persona che diventerai comincia da domani mattina, quando ti sveglierai con la voglia di dimostrare che puoi dare di più".
E conclude. "Non avere paura del giudizio degli altri, è dagli insuccessi che quasi sempre nascono le più grandi vittorie. Credi in te stesso con forza come facciamo noi, vedrai che ce la farai a realizzare i tuoi sogni!".