Gennaro Giudetti nasce a Taranto nel 1990 e a soli vent’anni decide di partire per il servizio civile in Albania, con il Casco Bianco: "Non accettavo le ingiustizie, volevo dare il mio contributo e sono partito, poi da lì non mi sono più fermato". Albania, Kenia, Colombia, Palestina, Libano, Mar Mediterraneo, diversi progetti in Italia, poi Niger, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centro Africana, Yemen, fino a Lodi e Codogno. La febbre di Gennaro per la solidarietà è inarrestabile. Per dieci anni gira il mondo, dalle zone di conflitto alle emergenze sanitarie, giusto il tempo di passare da Taranto per cambiare la valigia e ripartire per una nuova avventura: "Queste esperienze mi hanno fatto crescere molto – ammette Gennaro -, ho dovuto rinunciare alle feste con gli amici, alle serate, ma mi sono fatto le spalle larghe".

Gennaro non è un eroe: I protagonisti sono le vittime delle ingiustizie

Nasce da qui, da un’idea di Daniele Cini e Claudia Pampinella, il documentario "La febbre di Gennaro", un resoconto della storia di Gennaro con un obiettivo molto chiaro: "Per me lo scopo è far vedere ai giovani italiani quello che realmente accade nel mondo, sensibilizzarli, dargli degli spunti di riflessione per un futuro diverso". "La febbre di Gennaro" non è un film biografico e Gennaro non è un eroe, ma un ragazzo come tanti, un tarantino con i suoi pregi, i suoi difetti e tanta solidarietà da offrire agli altri. Come lui stesso tiene a sottolineare: "Il protagonista del documentario non sono io. Attraverso la mia storia voglio far parlare i veri protagonisti, che sono le vittime dei conflitti, delle guerre e delle ingiustizie. Sono loro i veri protagonisti, anche perché come me ci sono tanti operatori umanitari nel mondo che fanno la stessa cosa senza far proclami, io non faccio niente di speciale. Chi fa realmente qualcosa di speciale sono le persone che lottano tutti i giorni per un futuro migliore, come i colombiani, i palestinesi, i libanesi, i siriani, ecc… Io alla fine sono una sorta di spettatore delle ingiustizie che si consumano in questi posti, alla peggio prendo un volo e torno in Italia, invece loro rimangono lì, a lottare per un futuro diverso".

Dalla Lombardia il tour per sensibilizzare i giovani

Gennaro ha iniziato il suo tour lungo lo Stivale per promuovere questo progetto. La prossima tappa sarà il 14 ottobre a Villasanta (Monza e Brianza), poi il 15 a Seregno (Monza e Brianza), il 16 a Segrate (Milano), il 23 a Francavilla Fontana (Br) e il 25 a Sestri Levante (Ge). Sulla sua pagina Facebook personale è possibile trovare tutti gli aggiornamenti sulle tappe successive del suo tour. Per il futuro Gennaro ha le idee molto chiare: "Sicuramente porterò in giro il documentario per sensibilizzare le scuole, soprattutto le università, anche se ora con il Covid è un po’ complicato. Dopo voglio continuare a partire per dove ci sono emergenze, dove mi chiamano per dare una mano, sempre con Medici Senza Frontiere. Per il momento questa è la mia vita, anche se non escludo di fermarmi in Italia un domani, per cercare di dare una mano al mio Paese e contribuire ad un’Italia migliore".