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1 Aprile 2022
14:07

L’1 aprile del 1925 a Milano veniva inaugurato il primo semaforo d’Italia

Il primo aprile del 1925 a Milano venne inaugurato il primo semaforo d’Italia. Ecco come era fatto e come funzionava.
A cura di Filippo M. Capra
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L'1 aprile del 1925 a Milano veniva inaugurato il primo semaforo italiano. Il capoluogo di regione lombardo, pioniere nel Belpaese anche nell'avanzamento tecnologico per la gestione del traffico stradale, non ebbe però il primato europeo in quanto tre anni prima, a Parigi, venne illuminata la prima segnaletica luminosa di strada. A livello mondiale, invece, è stata Cleveland ad accendere il primo semaforo della storia nel 1914.

L'1 aprile 1925 a Milano il primo semaforo d'Italia

In virtù della concomitanza tra l'inaugurazione del semaforo, novità assoluta dell'epoca, e il primo aprile, giorno internazionali degli scherzi, furono diversi i milanesi che non credettero all'installazione tra piazza Duomo, via Orefici e via Torino, pensando ad una boutade del Comune. La mancata rimozione della segnaletica luminosa nei giorni e nelle settimane successive però spinse anche i cittadini più diffidenti ad accettare la svolta tecnologica. Inizialmente, i semafori non erano però come gli attuali. Per farli operare occorreva che ci fosse un uomo a lavorare manualmente sul sistema di colorazione che regola il traffico, motivo per cui erano attivi solamente dalle 15.15 alle 19.15.

Inoltre, nemmeno i colori erano come quelli a cui siamo abituati. O meglio, i verde, il giallo e il rosso erano già presenti ma a questi era aggiunto il bianco. Solo nel 1960, con l'introduzione del nuovo codice stradale, quest'ultimo colore venne rimosso. Fino ad allora, gli automobilisti e i pedoni facevano affidamento su due coppie di colori che si alternavano in base a chi aveva diritto di partire e chi l'obbligo di fermarsi. Ad esempio, il rosso e il bianco, accesi insieme, davano il via libera ai pedoni e lo stop ai veicoli, mentre il giallo e il verde dava il diritto di procedere a tutti i veicoli senza fare distinzioni. Per abituarsi al nuovo modo di regolamentazione del traffico, i cittadini impiegarono un po' di tempo. Cronache di quegli anni raccontano come gli automobilisti dessero vita a lunghissime code, impiantati davanti agli stop imposti dall'installazione. Col tempo, la situazione migliorò.

La proposta: rendere un monumento il primo semaforo d'Italia

Negli ultimi anni il blog di urbanistica Urbanlife ha lanciato la proposta di installare una copia del semaforo del 1925 nel suo luogo originario, attualmente occupato da uno spartitraffico. Il semaforo, non attivo, sarebbe così trasformato in monumento dando un contributo alla memoria della città.

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