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Ingegnere arrestato per spionaggio su mandato Usa, per il pg di Milano va estradato. La difesa: “No, è reato politico”

La Procura generale di Milano ha ribadito la richiesta di estradizione per Zewei Xu, accusato dagli Usa di spionaggio e arrestato a Malpensa lo scorso luglio.
A cura di Enrico Spaccini
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Zewei Xu, l’ingegnere cinese arrestato a Malpensa il 3 luglio 2025 (foto da LaPresse)
Zewei Xu, l’ingegnere cinese arrestato a Malpensa il 3 luglio 2025 (foto da LaPresse)

Il procuratore generale di Milano, Giulio Benedetti, ha ribadito la richiesta di estradizione per Zewei Xu, l'ingegnere cinese arrestato lo scorso 3 luglio all'aeroporto di Malpensa (in provincia di Varese) su mandato degli Stati Uniti d'America. Stando a quanto emerso da un'indagine condotta dall'Fbi, il 33enne avrebbe fatto parte di un team di hacker che nel 2020 avrebbe cercato di ottenere informazioni dalle università statunitensi relative alle terapie e ai vaccini anti-Covid 19. Gli avvocati difensori di Zewei Xu, i legali Enrico Giarda e Simona Candido, hanno chiesto invece di respingere la richiesta della Procura, in quanto al loro assistito sarebbe contestato un "reato politico" in un "contesto di spionaggio internazionale". Reato per il quale per legge non si può concedere l'estradizione.

L'arresto di Zewei Xu e l'ipotesi dello scambio di persona

Dal 4 luglio scorso Zewei Xu si trova detenuto nel carcere di Busto Arsizio. Su di lui pendeva un mandato di arresto internazionale emesso il 2 novembre 2023 dalle autorità statunitensi con le ipotesi di reato di frode telematica e furto d'identità, associazione a delinquere finalizzata alla frode telematica e accesso non autorizzato a computer protetti. Secondo l'Fbi, il 33enne sarebbe una "spia" che nel 2020 aveva cercato di carpire informazioni dalle università americane su come contrastare il Covid 19.

In seguito all'arresto, compiuto il 3 luglio 2025 all'aeroporto di Malpensa, gli Usa hanno chiesto l'estradizione per Zewei Xu. Estradizione che, secondo la Procura generale, andrebbe concessa così come ribadito dal pg Benedetti durante l'udienza di questa mattina, giovedì 8 gennaio. Il 33enne, invece, ha sempre respinto ogni accusa, dichiarandosi innocente e suggerendo che potrebbe essersi trattato di uno scambio di persona, dovuto al fatto che tra il 2019 e il 2020 gli sarebbe "sparito un telefono".

La difesa del 33enne: "È un reato politico, no all'estradizione"

Per gli avvocati Giarda e Candido, che difendono l'ingegnere cinese, la richiesta di estradizione andrebbe respinta in quanto al loro assistito viene contestato un "reato politico" in un "contesto di spionaggio internazionale". Per i legali, sarebbe in atto una "vasta operazione di repressione nei confronti di cittadini cinesi iniziata nel corso del primo mandato di Trump" e che le condotte che vengono contestate sono "pacificamente dirette a ledere l'interesse di uno Stato in un contesto geopolitico" per "finalità di spionaggio internazionale". Inoltre, ha affermato ancora la difesa, non ci sarebbero "garanzie da parte degli Usa" sul tipo di trattamento detentivo che sarà riservato all'ingegnere nel caso di estradizione e ha chiesto una misura di detenzione alternativa al carcere.

I giudici della Quinta penale della Corte d'Appello, presieduta da Giusi Barbara, si sono riservati la decisione e hanno fissato un termine di 40 giorni. L'ultima parola sull'eventuale estradizione di Zewei Xu dovrà comunque arrivare dal ministero della Giustizia.

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