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Inchiesta sull’urbanistica a Milano

Inchiesta urbanistica, demolito per la prima volta un cantiere in costruzione: “Abuso edilizio in un cortile”

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato il Comune di Milano ha ufficialmente disposto la demolizione del cantiere di via Fauché 9, che prevedeva la costruzione di una palazzina di tre piani al posto di un deposito.
A cura di Francesca Del Boca
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Arriva anche il primo caso di demolizione di uno tra le decine di progetti immobiliari finiti al centro delle inchieste sull'urbanistica della Procura di Milano. Si tratta del cantiere di via Giovanni Battista Fauchè 9 (quartiere Bullona), bloccato dal TAR della Lombardia nell'estate del 2024 a seguito di un esposto dei residenti della zona, per cui il Comune ha ufficialmente disposto l'ordine di abbattimento ("Atto dovuto") dopo la successiva sentenza del Consiglio di Stato.

Il palazzo all'interno del cortile

Il progetto, partito nell'ottobre 2022, era stato avviato sulla base di una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), un titolo edilizio generalmente utilizzato per lavori di ristrutturazione, con l'obiettivo di realizzare una palazzina da tre piani (di cui due fuori terra con giardino sul tetto) all'interno di una corte condominiale, e nello specifico al posto di un piccolo edificio un tempo adibito a deposito.

Sono stati proprio gli abitanti degli stabili che circondano l'area presentare ricorso al TAR alla partenza dei lavori, ritenendo che l'intervento fosse a tutti gli effetti una nuova costruzione e non una semplice ristrutturazione. Interpretazione confermata il 4 novembre 2025 dal Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso del Comune e ribadito l’illegittimità della costruzione così autorizzata: secondo il parere del massimo organo della giustizia amministrativa, il cantiere di via Fauché avrebbe infatti richiesto un livello più elevato di oneri di urbanizzazione (quindi, in poche parole, di versare tasse più alte nelle casse pubbliche) e di dotazioni di servizi pubblici sull'area.

Le indagini della Procura di Milano

La stessa storia di piazza Aspromonte (progetto immobiliare in zona Loreto che ha dato il via alla maxi inchiesta sull'urbanistica) e che, anche in questo caso, ha visto la Procura di Milano aprire un’inchiesta per abuso edilizio relativa al cantiere. Così, a maggio scorso, sono state rinviate a giudizio tre persone: il proprietario, il progettista e il rappresentante della società committente (Fauchè 9 srl). "Non c’è alcun impatto sull’ambiente o sul territorio", erano state al tempo le parole dell'avvocato Cesare Cicorella. "Si tratta di un intervento migliorativo: prima c’erano delle baracche fatiscenti, abbiamo contribuito a migliorare il contesto".

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